Il Tirreno

Grosseto

«Autorizzati da Camilli a compiere tutte le scelte»

di Maurizio Caldarelli
«Autorizzati da Camilli a compiere tutte le scelte»

Ceniccola all’attacco: «Si è creata una situazione allucinante ma siamo nel giusto Abbiamo chiesto con un telegramma di convocare il notaio per l’atto di vendita»

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GROSSETO. «Abbiamo scelto l’allenatore, abbiamo mandato la squadra in ritiro forti dell’autorizzazione di Camilli. È tutto documentato nel compromesso che abbiamo sottoscritto nella sede della Ilco».

Enrico Ceniccola, rappresentante della cordata interessata all’acquisto dell’Us Grosseto va all’attacco, dopo che Piero Camilli, che tra oggi e dimani avrebbe dovuto andare dal notaio per la firma, ha deciso di dare il via alla nuova stagione

«Il passaggio delle quote avverrà nei tempi stabiliti dalle parti - prosegue Ceniccola - ma quella che si è creata è una situazione allucinante. Nel compromesso abbiamo chiaramente specificato che il gruppo che rappresento è autorizzato ad indicare all'amministratore unico Luciano Cafaro i nominativi dei responsabili della gestione tecnica, societaria e amministrativa. Per questo abbiamo indicato il direttore sportivo, Marco Barchigiani (che a sua volta ha scelto l'allenatore Simone Venturi), e il direttore amministrativo, nella mia persona. Non ci siamo inventati nulla, ma è tutto scritto. Potete chiedere al nostro avvocato Paolo Gallinelli».

Ceniccola, insomma, contesta le dichiarazioni di Camilli, che ha deciso di occuparsi del mercato, perché, a suo parere, Ceniccola e soci «hanno l'impegno tecnico di fare una buona squadra, ma al momento non ci vedo chiaro».

«Quella che abbiamo inserito al momento del compromesso - prosegue Ceniccola - è una clausola indispensabile. È giusto che chi vuole acquistare la società si scelga lo staff e la squadra da mandare in campo».

Il commercialista romano prova a scherzarci sopra: «Se Camilli decide di comprare Maradona e Messi siamo noi a doverci sobbarcare il fardello degli ingaggi? Il nostro gruppo ha deciso di andare avanti, ma alle nostre condizioni, quelle che abbiamo riportato nel compromesso».

Cosa succederà con i ragazzi che si stanno allenando a Montedinovi?

«Per correttezza ai giocatori che hanno iniziato a lavorare con mister Venturi diremo di aspettare che venga chiarita questa anomala situazione».

«Già siamo partiti in ritardo - mastica amaro Ceniccola - poi questo stop ha ulteriormente peggiorato le cose. Abbiamo preso contatti con le società che ci davano i giocatori. Non pensiamo certo di andare in serie B, ma di creare una squadra che faccia la sua bella figura, che possa arrivare ad una salvezza tranquilla. Siamo in parola con quattro società di serie A, disposti a metterci a disposizione i loro migliori giovani, ma se non abbiamo garanzie da Camilli non ci possiamo muovere».

«La squadra che ha lasciato Camilli - prosegue Ceniccola - venerdì contro la Lupa Roma non potrà che fare la stessa prestazione fornita contro la Tuttocuoio. Nulla da eccepire sul valore dei giocatori, che però sono giovanissimi ed inesperti».

Cosa pensate di fare a questo punto?

«Abbiamo inviato due telegrammi: uno a Piero Camilli per chiedergli di convocare il notaio, per firmare l'atto di vendita, visto che abbiamo inserito nel compromesso che deve essere la parte venditrice a scegliere il notaio. L'altro telegramma è indirizzato a Luciano Cafaro: abbiamo fatto presente che, come da compromesso, i responsabili tecnici e amministrativi sono Marco Barchigiani ed Enrico Ceniccola, in attesa di scegliere il presidente».

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