Il Tirreno

Grosseto

Baseball, le ferie che danno fastidio

di Maurizio Caldarelli
Baseball, le ferie che danno fastidio

La pausa d’agosto rischia di fare più danni che bene: il Grosseto cerca di non deconcentrarsi in vista della sfida a Verona

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Per quaranta lunghi anni, dai tempi di John Self e Nick Testa, fino ad arrivare alla fallimentare stagione di Danilo Biagioli e dei mastini, ad agosto il baseball ha avuto il suo momento di maggiore visibilità.

Lo stadio Jannella ha ospitato, dal 1973 in poi, indimenticabili sfide, con il pubblico che ha quasi sempre recitato una parte da protagonista. La saggia decisione di scendere per un anno in serie A federale ha portato come conseguenza anche una lunga pausa delle ferie. Tre settimane di sosta che non faranno bene a nessuno, né ai giocatori, né agli spettatori. D’altro canto questa è un’eredità dell’era di Aldo Notari: negli anni Ottanta-Novanta, quando non c’era la crisi, il nord Italia si svuotava; giocatori e dirigenti di serie A2 e serie B preferivano andare in vacanza con la famiglia invece di sudare su un diamante a battere e raccogliere palline.

I tempi sono però cambiati e per dare visibilità a questa disciplina servirebbe continuità, anche perché, come hanno dimostrato le recenti convocazioni in nazionale di Oberto e Santolupo per i 50 anni di Godo e di Ermini pere l’Al Star Game, il livello della serie A non è assolutamente inferiore a quello dell’Italian Baseball league. Ed anzi questa sosta potrebbe scatenare enormi polemiche se il Ct grossetano Mazzieri decidesse di portare con sé qualche rappresentante dell’Enegan o del Ronchi.

«Non fasciamoci la testa prima di essersela rotta», predica il manager del Grosseto Paolo Minozzi, che prende atto della sosta decisa dai vertici e concede due settimane di vacanza ai battitori ma solo uno ai lanciatori. «Troppo importante - dice - presentarsi alla trasferta di Verona, il 30 agosto, al massimo della condizione».

Il Grosseto, tornato in testa al girone 2, in coabitazione con Ronchi e Imola, grazie alla doppietta con il Padule, nella città di Romeo e Giulietta si gioca una buona fetta di semifinale. E i diciotto strike out messi insieme dal venezuelano Salas, con una sola valida subita, devono dare il giusto stimolo alla squadra. Ci sono però buoni motivi per andare in ferie tranquilli: Bischeri e compagni sono subito tornati in testa alla classifica di squadra della media battuta (300), lasciandosi dietro Collecchio e Sala Baganza.

La corazzata biancorossa è invece al sesto posto nella graduatoria lanciatori (2.97 di media) guidata da Ronchi (1.22) e Verona (2.43). Con i cinque errori, infine, i maremmani hanno la terza difesa della serie A: meglio hanno fatto solo Sala Baganza (2) e Jolly Roger Castiglione (4). Il Grosseto, dopo lo scivolone di Imola, è tornato ad essere la squadra da battere, pur rischiando di capitolare contro un bel Padule (a proposito, garauno è stata omologata senza conseguenze, nonostante la riserva scritta) e il fatto di avere quattro gare casalinghe e due esterne può essere un vantaggio non indifferente per la volata qualificazione per il primo posto, che garantisce di disputare la semifinale, al meglio dei tre incontri, di fronte al pubblico amico.

E in questi momenti lo stadio Jannella non ha mai tradito, né a settembre, né a ottobre.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze