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Grosseto

Bilancio e debiti: il patron Camilli si infuria «Pronti a incontrare gli imprenditori»

Bilancio e debiti: il patron Camilli si infuria «Pronti a incontrare gli imprenditori»

Al patron Piero Camilli (nella foto) non è andato giù l’articolo pubblicato ieri sul nostro giornale nel quale venivano riportate le cifre contenute nell’ultimo bilancio dell’U.s. Grosseto,...

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Al patron Piero Camilli (nella foto) non è andato giù l’articolo pubblicato ieri sul nostro giornale nel quale venivano riportate le cifre contenute nell’ultimo bilancio dell’U.s. Grosseto, presentato a giugno dell’anno scorso e depositato alla Camera di commercio. «L’U.s. Grosseto - si legge nel comunicato inviato ieri alle testate giornalistiche - è stata iscritta dopo vari controlli da parte della Covisoc e di altri organi preposti e nei 15 anni di gestione Camilli non ha mai avuto problemi di alcun tipo al contrario di molte consorelle anche vicine. A scanso di equivoci siamo sempre pronti a raffrontare la solidità economica di Piero Camilli con eventuali altri imprenditori sponsorizzati da questo organo di stampa quando e dove vogliono». Parole che precedono l’annuncio che la società sporgerà querela contro il giornale. Un comunicato piccato, pubblicato sul sito ufficiale della società e che è stato poi rilanciato dalle varie testate online che seguono il Grosseto calcio e le sue vicissitudini societarie.

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Sulla pubblicazione delle cifre riportate nel bilancio depositato a giugno del 2013 ribadiamo quello che abbiamo scritto sull’edizione di ieri. Nell’articolo contestato, infatti, non si riporta nulla di più delle cifre e delle circostanze che sono rappresentate in quel documento che, essendo depositato alla Camera di commercio, è pubblico. Il Tirreno non sponsorizza alcun imprenditore. Si è limitato soltanto a fare domande e chiedere, a chi è stato interessato dalla stessa società, di trovare imprenditori disponibili a rilevare il club biancorosso, se quella disponibilità fosse ancora in piedi. Di sei milioni di euro di debiti (per l’esattezza cinque milioni e 233mila euro, come riportato all’inizio dell’articolo contestato) non parla il giornale ma lo mette nero su bianco il professionista che ha redatto quel bilancio presentandolo poi alla Camera di commercio firmato dall’amministratore unico Angelo Antonio Ranucci . Inoltre, la società non tiene nemmeno conto che nel corpo dell’articolo è stato spiegato che parte di quei debiti, contratti con l’erario, potrebbero essere già stati spalmati attraverso una rateizzazione in 12 anni, dichiarata più volte dallo stesso patron Piero Camilli. (f.g.)

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