Sicurezza
Grifone: i debiti ammontano a 6 milioni
Quasi la metà accumulata con l’erario. L’appello di Salvestroni: «Se c’è qualcuno interessato si faccia avanti»
GROSSETO. Debiti per cinque milioni e 233mila euro, molti dei quali nei confronti dell’erario. E un attivo di tre milioni e 483mila 712 euro. Sono questi i numeri del bilancio del Grosseto calcio, quello relativo alla gestione contabile chiusa al giugno dell’anno scorso. Perché le cifre che saranno riportate in quello che la società avrebbe dovuto presentare quest’anno, non le conosce nessuno. Ancora non sono state depositate. Nessuno tranne l’amministratore delegato della società, Antonio Ranucci, e i due soci Luciano e Vincenzo Camilli e patron Piero, ovviamente.
È intricata la situazione del Grifone, almeno a leggere i numeri che sono stati approvati dal collegio dei sindaci revisori e depositati alla Camera di Commercio. Gli unici disponibili ad oggi.
Il bilancio del Grosseto fotografa una situazione di sostanziale equilibrio, con una perdita finale di cinquantamila euro. Ma è nelle pieghe dei debiti che bisogna andare a scavare . I debiti verso le banche sono 917mila 153 euro, quelli verso i fornitori circa la metà. Quelli con il fisco invece raggiungono quasi i 3 milioni di euro (2milioni 893.676 euro) ed è qui che si potrebbero nascondere le insidie maggiori. Perché se quei debiti non fossero stati risanati nell’ultimo anno, il passaggio all’iscrizione a ruolo significherebbe un aumento esponenziale di quella cifra. Nel bilancio infatti, non c’è alcuna voce che dia conto degli interessi e delle sanzioni. Ma nemmeno dell’ipotesi di un piano di rateizzazione di quei debiti che il presidente Piero Camilli dovrebbe aver sottoscritto, spalmando quindi quei debiti con un piano di rientro in 12 anni.
È una lente doppia, quindi, quella che può essere utilizzata per capire la situazione economico e finanziaria della squadra.
Il Grosseto ha realizzato l’anno scorso un milione e mezzo di euro con la vendita di Nando Sforzini che sarà contabilizzato nel prossimo bilancio. E dai clienti, soprattutto sponsor, vanta crediti per un milione e 277mila euro, mentre, sotto la voce “altri”, ci sono altri due milioni e 215mila euro circa da riscuotere. Soldi che poi vengono suddivisi nei capitoli delle note integrative del bilancio presentato dove ad esempio sono contabilizzate anche le immobilizzazioni immateriali che altro non sono che i calciatori. Come società che nell’anno della presentazione del bilancio militava in serie B ha prodotto un fatturato di 8 milioni di euro. Uno in meno, rispetto al bilancio dell’anno precedente quando militava sempre nella cadetteria. Dai biglietti e dagli abbonamenti, infatti, la società ha ricavato meno di quattrocentomila euro. Ma perché tutta questa segretezza su un bilancio, quello che dovrà essere presentato entro quattro mesi dalla scadenza del giugno scorso e che sarà quindi pubblico? La risposta non arriva, per ora, dai vertici del Grosseto che, rateizzando il debito con l’erario, avrebbero tolto di mezzo una bella fetta di segni meno. Sperando così, che qualche imprenditore si possa davvero fare avanti. "La trattativa è saltata - dice il numero uno di Confindustria Mario Salvestroni - ma se c'è qualcuno che vuole farsi avanti, io sono disponibile a dare una mano".
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