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Farmacista e imprenditore sfidano il deserto in moto

Farmacista e imprenditore sfidano il deserto in moto

GROSSETO. Non c’è stato solo il Rally dei Faraoni del veterano Stefano Turchi, ma anche quello di Luca Grechi e Tommaso Biondi, che a differenza del grossetano erano alla loro prima esperienza sulla...

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GROSSETO. Non c’è stato solo il Rally dei Faraoni del veterano Stefano Turchi, ma anche quello di Luca Grechi e Tommaso Biondi, che a differenza del grossetano erano alla loro prima esperienza sulla sabbia del deserto egiziano. Luca e Tommaso sono due piloti che amano correre per divertimento. Hanno qualche esperienza motociclistica alle spalle, ma sono completamente a digiuno, per quello che riguarda le gare africane, insidiose, impegnative e complesse nel suo insieme. Biondi è farmacista all’Ospedale di Grosseto. Grechi è conosciuto più come costruttore edile, ma per tutti e due la loro partecipazione alla “Race Africa” è stata una esperienza indimenticabile. «L'idea nata dalla passione e alimentata dall'amicizia con l'esperto Stefano “Cinghiale” Turchi - racconta Biondi - ha reso necessari cinque mesi di intensa preparazione e organizzazione, con uno sforzo anche superiore al previsto. L'avventura in Africa è andata oltre ogni aspettativa con il suo carico di emozioni e di adrenalina. Ci si trova immersi in un atmosfera da competizione mondiale fatta di fratellanza tra piloti che altri sport neanche si sognano. Il grande campione o il principe arabo vincitore della Dakar, ti vengono a stringere la mano prima della partenza e all’arrivo. Non c'è prezzo per tutto questo». «Tutti dovrebbero provare ad inseguire il loro sogno - ribadisce Luca Grechi - È stata una fantastica avventura, con esperienze da cardiopalma, tutte veramente indimenticabili. Dai sentieri rocciosi che ti avvolgono con la loro maestosità, al pieno deserto con la bellezza unica delle sue dune, dove ti rendi conto dello spazio infinito. E poi i tramonti indimenticabili per la loro unicità, con i bivacchi alla sera pieni di colore e calore. Sono soddisfatto di quello che ho fatto. Sono arrivato al traguardo e questo è la cosa più importante. Peccato per l'episodio accaduto nella prima tappa, dove per un errore dei cronometristi mi hanno relegato in ultima posizione costringendomi a partire il giorno dopo, nella seconda tappa per ultimo. Considerate che la partenza della tappa era alle 6 del mattino, con 250 km di trasferimento, mentre la partenza della speciale era alle ore 11 con oltre 350 km di deserto da affrontare nelle ore più calde con temperature intorno hai 50 gradi, riuscire a partire tra i primi, invece che per ultimo, mi avrebbe sicuramente aiutato». Vuoi per il caldo, con conseguente disidratazione, ma anche per un po’ di nervosismo per l’ingiusta penalità Grechi è caduto stirandosi un adduttore della coscia. «Pian piano, comunque - dice - stringendo i denti, sono riuscito a risalire la classifica arrivando 12° in classifica generale assoluta. Questa è stata la mia vittoria più grande»

Massimo Galletti

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