Il Tirreno

Grosseto

Cordata con ex calciatori per rilevare il Grifone

di Maurizio Caldarelli
Cordata con ex calciatori per rilevare il Grifone

Salvestroni (Confindustria) coinvolge nell’operazione Corradi e Peruzzi «Ci serve un po’ di tempo, Camilli faccia un ultimo sforzo e iscriva la squadra»

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GROSSETO. «La scomparsa dell'Unione sportiva Grosseto sarebbe una grave perdita per la città. Per questo sono pronto a dare una mano per trovare un acquirente, ma Piero Camilli deve fare un ultimo sforzo ed iscrivere la squadra alla Lega Pro».

Mario Salvestroni, presidente di Confindustria Grosseto e di Mps Capital, si è reso disponibile a salvare il Grifone e si è messo al lavoro per coinvolgere imprenditori (a cominciare da due ex campioni, Bernardo Corradi e Angelo Peruzzi, che hanno interessi in Maremma) che possano rilevare l'Us Grosseto. Dopo giorni di silenzi e smentite, è arrivata insomma una trattativa concreta che nei prossimi giorni potrebbe portare alla vendita della società.

«Se riusciamo ad avere almeno venti giorni a disposizione, per preparare il progetto - spiega l'ingegner Salvestroni - e per cercare alleanze con una o due squadre di serie A in grado di mettere a disposizione i loro giovani, possiamo costruire una cordata in grado di acquisire la società. Camilli, che ha fatto tantissimo per il Grosseto, portandolo ad un passo della serie A (ricordo come oggi la beffa di Livorno) e regalando stagioni indimenticabili, deve dimostrare per l'ultima volta di voler bene a questa città. Deve iscrivere la squadra, magari con la collaborazione della Banca della Maremma, che è stata sempre molto vicina all'Us, per la fideiussione, per darmi il modo di coinvolgere altri imprenditori».

«Il poco tempo a disposizione - aggiunge Salvestroni - può rischiare di scoraggiare anche i più interessati. Ho parlato con Bernardo Corradi, il quale mi ha detto che da solo non se la sente di essere coinvolto, ma se ci sono le condizioni e il margine di tempo possiamo vedere di tirarlo. La palla passa insomma a Camilli, che iscrivendo la squadra farebbe un'uscita da signore. Ovviamente i soldi spesi gli verrebbero e rimborsati. La trattativa, così facendo, potrebbe essere portata avanti con la massima calma».

Mario Salvestroni ha deciso di metterci la faccia, perché è da sempre un tifoso del Grosseto e nelle stagioni di B è stato un assiduo frequentatore dello Zecchini; il contatto per evitare che la squadra esca dai professionisti è nato per caso.

«Nei giorni scorsi - racconta - ho incontrato l'amministratore Ranucci e mi ha chiesto se potevo trovare qualcuno interessato ad acquistare la società. Mi sono subito attivato, anche se, ripeto, il problema maggiore è il tempo. Se mi danno qualche settimana di tempo posso cercare di mettere in campo imprenditori locali ed anche qualche personaggio fuori dalla città».

Ma Lei non è interessato ad entrare in prima persona nella società?

«Purtroppo non ho tempo fisico. In città ci sono imprese che stanno rischiando di chiudere e devo far sentire la mia vicinanza come Confindustria e tanti sono gli impegni con la Mps Capital. Il momento è difficile, per cui non posso dedicarmi ad altre cose. Non sono poi preparato, anche se, ripeto, sono disponibile a reperire personaggi capaci e interessati».

L'operazione è fattibile anche perché il rischio d'impresa per l'acquisto del Grosseto, considerati i contributi che arrivano dalla Lega, sembra basso. «Sì, ma serve un progetto pluriennale, occorrono partnership con società di serie A interessate a valorizzare il loro vivaio e un gruppo di persone competenti, che possano allestire una squadra con bassi costi, ma in grado di far rinascere l'entusiasmo».

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