Sicurezza
Camilli smentisce trattative segrete, tempo quasi scaduto
Il patron ribadisce l’intenzione di lasciare la società Bloccato anche il mercato in uscita per alcuni giovani
GROSSETO. «I documenti sono pronti, basta solo che si presenti qualcuno con la fidejussione e la tassa di iscrizione e gli do la società. Ma ad oggi (giovedì 26 giugno), ancora da me non è venuto nessuno per comprare il Grosseto».
Il patron biancorosso, Piero Camilli, fa chiarezza sul futuro della Unione Sportiva che, a 3 giorni dalla chiusura delle iscrizioni alla Lega Pro, sembra sempre più vicina al ritorno tra i dilettanti. E dire che nel pomeriggio, un virgolettato attribuito proprio a Piero Camilli, su Tmw, sembrava riaccendere la speranza degli sportivi biancorossi: «C'è qualche trattativa in corso, ma nulla di definitivo».
Secca la replica del patron: «Devono aver capito male, perché non c'è nessuna trattativa in corso. Magari ci fosse, ma a questo punto la vedo sempre più dura che qualcuno si faccia avanti. Io lo ripeto, il Grosseto è una società sana. Se qualcuno la dovesse prendere, troverebbe i conti in ordine e anche un po' di liquidità. Cose ad oggi difficili da riscontrare nelle società di calcio. Ma ho proprio l'impressione che tutto debba ripartire dalla D o dall'Eccellenza. Con chi? Proprio non saprei. I miei figli ormai hanno sposato la Viterbese e credo sia una scelta capibile. Personalmente, lo ripeto, sono stanco e anche deluso».
C'è ben poco da aggiungere quindi. L'ennesima giornata con fumata nera, malgrado ci sia chi continua a giurare su trattative segrete, da parte di chi non si sa bene. Così il morale dei tifosi biancorossi rimane sotto i tacchi, anche per questo fine settimana. Lunedì prossimo, si tirerà la prima riga. Dopo ci sarà tempo sino al 17 luglio, per un tentativo in extremis di iscrizione, attraverso un ricorso e la presentazione delle garanzie economiche.
Fino a quella data congelato anche il mercato in uscita dei vari Asante, Formiconi, Giovio, Biraschi, Onescu e Cipriani, gli unici giocatori rimasti sotto contratto con il Grosseto ancora per una stagione. Giovani che tuttavia hanno più di una richiesta e che potrebbero rappresentare anche un piccolo patrimonio per chi dovesse subentrare. Ma nulla davvero pare smuovere nessuno. La città sembra immobile al pari delle istituzioni. Tutti col naso all'insù, in attesa di un triste destino che pare segnato. Possibile che debba davvero finire così appena 7 anni dopo Padova? Davvero questa città ha perso un'occasione incredibile per rimanere nel calcio che conta? Dove stanno le responsabilità? Tanti che prima osannavano Piero Camilli, già hanno iniziato a criticarlo anche in maniera aspra e ingenerosa. Nel calcio, tutto si dimentica troppo alla svelta. Ma di tempo per salvare la baracca ce n'era.
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