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Larini torna in panchina dopo 365 giorni di esilio forzato

Larini torna in panchina dopo 365 giorni di esilio forzato

GROSSETO. Domenica prossima la partita Orbetello-Castell’Azzara al Vezzosi avrà un sapore particolare per l’allenatore lagunare Antonio Larini che si sistemerà in panchina dopo un esilio forzato di...

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GROSSETO. Domenica prossima la partita Orbetello-Castell’Azzara al Vezzosi avrà un sapore particolare per l’allenatore lagunare Antonio Larini che si sistemerà in panchina dopo un esilio forzato di 365 giorni.

La squalifica di un anno termina domani, un anno dopo la famigerata partita tra Montemerano e Pitigliano con il giudice sportivo che irrogò tale squalifica in base al referto dell’arbitro Marco Montagnani. Secondo il fischietto di Piombino Larini, all’epoca tecnico dell’Aurora Pitigliano, lo aveva strattonato al termine della gara.

Adesso Larini spiega di essere emozionato in vista di questo ritorno alla normalità e parla delle sue sensazioni con la serenità di chi in questi lunghi dodici mesi ha metabolizzato ciò che è successo: «I primi mesi sono stati i peggiori perché l’infondata accusa che mi ha rivolto l’arbitro continua a pesarmi moltissimo. La mia storia umana e professionale è stata sempre contraddistinta da un forte senso di rispetto per chi svolge il difficile e delicato ruolo dell’arbitro. Anche oggi che la squalifica si è conclusa continuo a non accettare ciò che è successo, per me rimarrà una macchia che mi fa male».

Larini si sofferma su un altro aspetto: «Una bella soddisfazione è stata quella di constatare che tutti coloro che mi hanno giudicato hanno compreso la mia innocenza, tanto è vero che la squalifica è stata ridotta dagli originari 27 mesi a 1 anno. Una riduzione di oltre il 50% che raramente viene applicata, segno evidente che era chiara la dinamica dei fatti anche se i giudici non potevano annullare la squalifica senza che l’arbitro rettificasse in maniera sostanziale il proprio referto».

Larini svela il suo pensiero sul direttore di gara: «È un ragazzo giovane, però se mi capitasse di incontrarlo lo guarderei negli occhi cercando di capire il senso ed il motivo del suo comportamento che per me resta incomprensibile».

Il tecnico rivolge poi la propria attenzione sulle prospettive future dell’Orbetello: «Confido di poter raggiungere la salvezza senza playout. Domenica scorsa abbiamo fatto una grande prestazione contro il Roselle: Siamo stati sconfitti ma a testa alta, abbiamo evidenziato qualità importanti che ci potranno permettere di centrare l’obiettivo della salvezza. Mi piacerebbe festeggiare il ritorno in panchina con un bel risultato anche se il Castell’Azzara è una delle squadre che sviluppa il migliore calcio del nostro girone».

Paolo Mastracca

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