Gioco
Playoff più lontani dopo la disfatta in casa ciociara
L’amarezza di Camilli: «Il 3-0 è ingannevole. Se perdiamo con la Salernitana si cambia tutto e si guarda al futuro»
GROSSETO. Dopo essere uscito dalla Coppa Italia, il Grosseto, con la sconfitta di ieri pomeriggio al “Matusa” mette a serio rischio la partecipazione ai playoff e si può considerare saltato il traguardo del quinto posto, che garantisce di giocare in casa il primo turno della post season, essendo il Catanzaro davanti ai biancorossi di dieci punti, con otto gare da disputare.
«Il 3-0 di Frosinone è ingannevaole - commenta il patron Piero Camilli - Il Grosseto è rimasto in partita fino alla mezzora del secondo tempo nonostante fosse con l’uomo in meno».
«Nel finale sono arrivati il secondo e il terzo gol - prosegue Camilli - Quest’ultimo addirittura in nove. Mi dicono però che abbiamo combattuto, anche se non siamo riusciti a combinare niente».
Dopo l’ira di martedì scorso per brutta battuta d’arresto contro la Salernitana, Camilli concede un’altra settimana alla squadra (e non solo, a quanto sembra) per tornare in carreggiata. «Se va male - minaccia - si cambia tutto. E si comincia a pensare al prossimo anno».
Leonardo Acori, dunque, rimane al suo posto, anche se la squadra continua a mostrarsi in campo brutta e inconcludente. Ieri il mister ha lasciato in panchina inizialmente Andrea Ferretti, il miglior acquisto del mercato di gennaio, preferendo schierare davanti Marotta e Bombagi; Ricci e Onescu a centrocampo. Una mossa che ha fatto storcere il naso ai tifosi di fede biancorossa al “Matusa” e che non ha dato gli effetti sperati.
La Salernitana, che ha cambiato marcia proprio dopo essere stata battuta all’Arechi da un Grosseto bello e concreto, testerà le ultime possibilità di Formiconi e compagni. Serve invertire la rotta e tornare magari all’era Cuccureddu: la squadra si è fatta spesso rimontare, ma almeno usciva dal campo a testa alta, tra gli applausi. Acori, per evitare una nuova disfatta, deve fare anche lo psicologo e cercare di capire se questa involuzione nel gioco è solamente una questione di stimoli o c’è qualcos’altrodietro.
Maurizio Caldarelli
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