Il Tirreno

Grosseto

Il Grifone a caccia degli stimoli perduti

di Paolo Franzò
Il Grifone a caccia degli stimoli perduti

Acori ha caricato di aspettative la trasferta di domenica a Frosinone: ma basteranno a una squadra smarrita?

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GROSSETO. In un tardo pomeriggio di febbraio sfuma il sogno di una storica finale. Un Grifone senza unghie, senza grinta, pauroso e apparentemente senza voglia, si squaglia di fronte a una Salernitana che si limita a raccogliere il frutto delle nefandezze di una difesa che è ormai solo il pallido ricordo di quella insuperabile del periodo legato alla gestione di Stefano Cuoghi.

Non basta la presenza in tribuna di patron Camilli a stimolare una squadra che, al momento, lascia speranze di playoff solo nel suo allenatore, del cui lavoro in campo non v'è traccia. Nel dopo gara, non gliele manda a dire neppure Piero Camilli. Se quello con la squadra di Gregucci doveva essere anche un test in chiave campionato, ebbene le risposte sono state ben poco confortanti. Anche perché il Grosseto ha giocato con una squadra ben più simile a quella titolare, di quanto non fatto dalla Salernitana.

Ben venga subito la trasferta di Frosinone, dice nel dopo gara Acori. In effetti, in questo momento, giocare subito in casa della capolista, può essere l'unico stimolo per tentare di rianimare una squadra così moscia. Certo, leggendo tra le righe delle parole di Camilli del dopo gara, lo spazio all'ottimismo si riduce drasticamente. E' lo stesso patron a ricordare che questo è un anno di transizione e come il solo Biraschi sia legato all'Unione anche per la stagione ventura. Ancora Camilli aggiunge che qui tutti hanno sempre riscosso lo stipendio. Una sorta di piccolo paradiso. Ed è vero, basti pensare che la società mai ha preso punti di penalizzazione per problemi legati a ritardi o mancati pagamenti nei confronti dei suoi tesserati.

Per cui, vista la prestazione con la Salernitana, la domanda (che vuole essere anche una sorta di provocazione nei confronti della squadra), è molto semplice: questa squadra è composta da giocatori paragonabili a dei lavoratori a tempo determinato, con contratto in scadenza il 30 giugno prossimo? Non si registrano grossetani o “bandiere” che possano trascinare gli altri all'interno dello spogliatoio. Tutti sanno bene che riscuoteranno sino all'ultimo centesimo, anche limitandosi a fare il “compitino”.

Dove attingere allora lo stimolo, o anche solo la voglia di lottare con grinta, per cercare di raggiungere i playoff, quando tutti, tra soli 3 mesi, si ritroveranno con indosso una casacca diversa? Possiamo sperare nella professionalità (in questi casi sempre tirata in ballo) dei giocatori. Ma può bastare?

Pure Acori non perde occasione, nel paragone con molte altre squadre, per ricordare che lui è qui da troppo poco tempo per poter riuscire a incidere sul gioco della squadra. Assolutamente vero anche questo. Del resto, il risultato si vede ad ogni partita.

Non rimane che sperare in una reazione del gruppo che compatto, decida di far ingoiare tutti questi dubbi al giornalista, a suon di prestazioni e risultati, al momento francamente impensabili.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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