Il Tirreno

Grosseto

La nuova Albinia ha convinto

La nuova Albinia ha convinto

Anche se non è arrivata la vittoria, si sono viste trame e grinta

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ALBINIA. La prima Albinia nella versione di Filippo Andretta non ha vinto ma ha convinto.

Al cospetto della capolista San Donato Tavarnelle la formazione rossoblù ha evidenziato caratteristiche inaspettate come la personalità, la determinazione e pure ottime trame di gioco. Non è arrivata la vittoria tanto desiderata, ma il risultato di 0-0 assume un valore significativo ottenuto contro una squadra di grande valore. Inoltre se le partite di calcio potessero finire ai punti avrebbe sicuramente vinto l'Albinia, se non altro per il maggiore numero di occasioni da gol create. Il rammarico maggiore è stato l'assenza di Nieto per squalifica, forse con il forte attaccante in campo sarebbe arrivata la zampata vincente in grado di regalare tre punti d'oro.

Sulle diverse azioni da rete costruite merita la citazione un gran tiro di Consonni all'inizio del secondo tempo che avrebbe meritato di gonfiare la rete e come si diceva una volta di finire in fondo al sacco. L'epilogo dell'azione sarebbe stato sicuramente questo se il portiere Licciardi del San Donato Tavarnelle non si fosse esibito in un intervento prodigioso salvando la propria squadra dalla capitolazione.

Sia chiaro, l'ottima prestazione dell'Albinia non è stato il frutto di una gara sottotono del San Donato Tavarnelle che invece ha evidenziato le proprie qualità anche nel quarto d'ora finale quando ha serrato i ranghi per provare a portare a casa i tre punti. Però la capolista non ha trovato terreno fertile per l'ottima disposizione tattica dell'Albinia che ha ingabbiato il temuto capocannoniere Bruzzone ed ha tenuto sempre in apprensione la retroguardia fiorentina, prima con Casamonti e Guerrera e sul finire con Anichini.

Il San Donato Tavarnelle ha dato dimostrazione di poter vincere il campionato, un titolo che virtualmente si è già guadagnato la propria tifoseria giunta allo stadio Combi in numero massiccio, sfoggiando i vessilli gialloblù con calore e nel contempo con enorme sportività, senza mai offendere gli avversari ed offrendo uno stile molto apprezzato che dovrebbe diventare un esempio per altre tifoserie che si sono presentate al Combi non facendo onore al blasone della loro squadra del cuore.

(p.m.)

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