Sicurezza
Il Grifone butta via il sogno di Coppa
Scialba e imballata, la squadra biancorossa ha dato via libera a una Salernitana che approda così alle finali
GROSSETO. Il Grifone saluta la Coppa Italia, facendosi battere allo Zecchini da una Salernitana che ha fatto il minimo indispensabile per festeggiare una qualificazione alla finale attesa 24 anni.
I biancorossi di Leo Acori, per proseguire il cammino nella prestigiosa manifestazione, dovevano vincere, anche solo per 1-0 o 2-1, ma alla resa dei conti hanno fatto ben poco per ribaltare il 2-3 dell’Arechi.
Come ha sottolineato il patron Camilli nel dopogara, i maremmani sono scesi in campo «mosci», senza la grinta necessaria per mettere in apprensione un avversario che si è presentato in Maremma con soli tre titolari.
Formiconi e compagni hanno sparato, in sostanza, le cartucce migliori nei primi due minuti e mezzo di gara: un tiro di Ferretti, finito a lato, dopo appena otto secondi, e un tentativo dal limite di Bombagi deviato con 150 secondi.
Per il resto del confronto, purtroppo, il Grosseto non è riuscito ad imbastire azioni pregevoli e a creare grossi pericoli alla porta di Berardi, mentre la difesa, nonostante la poca pressione dei campani, è andata spesso in difficoltà.
Per la Salernitana, con un piccolo aiuto dall’arbitro in occasione di un penalty negato a Pagano, è stato un gioco da ragazzi difendere il tesoretto e mettere in cassaforte la finale. L’unico sorriso della giornata arriva a tempo scaduto, con Bombagi, fino a quel momento troppo confusionario,che viene atterrato in area e trasforma un penalty che conta solo per la statistica.
Un altro gol, a dire la verità, il Grosseto l’aveva segnato anche nella prima frazione, dopo il citato tiro di Bombagi, ma Ferretti era nettamente al dilà di tutti i difensori e il guardalinee non ha potuto che sventolare il fuorigioco.
Al 24’ la Salernitana, che fino a quel momento aveva fatto vedere solo dei buoni fraseggi, passa in vantaggio: Gustavo vince il duello in velocità con Burzigotti e palla al piede va verso la porta, ma cade sul contatto con Lanni. Per Lanza è rigore che Montervino mette alle spalle del portiere.
Al 29’ Pagano viene agganciato in area da Sembroni, ma il direttore di gara ammonisce l’attaccante biancorosso per simulazione, scatenando le proteste di tifosi e giocatori. Visto che il gioco non decolla, Acori prova a dare una scossa, chiamando nella mischia anche Gioè ma senza risultati.
Ad inizio ripresa, dopo nemmeno sessanta secondi, la Salernitana raddoppia, e chiude la semifinale, con Gustavo: il brasiliano raccoglie un lancio preciso di Foggia che salta la difesa e deposita in rete con un esterno che vanifica il tuffo di Lanni.
I tifosi chiedono ai propri benianimi di tirare fuori l’orgoglio, ma la squadra non riesce proprio a cambiare marcia. Al 7’ una punizione di Pagano finisce sopra la traversa. Al 10’ arriva un altro grosso rischio: il tiro di Ampuero colpisce la base del palo, danza sulla linea e rientra in campo.
Sul primo corner per i biancorossi in tutta la gara, al 13’, Obodo schiaccia di testa fuori. Al 21’ il tiro di Bombagi chiama invece al lavoro Berardi, quello successivo di Mancini finisce debolmente tra le braccia del portiere campano. al 24’ è invece Piva con un tiro dalla distanza ad impegnare Lanni.
La parte finale del match non riserva particolari emozioni, con Acori che comincia a pensare alla gara di Frosinone (proibitiva giocando come ieri). A tempo scaduto, però, al 46’, arriva il gol della bandiera: Bombagi viene messo giù da Tuia. Rigore che lo stesso Bombagi trasforma.
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