Sicurezza
Il ciclismo in Maremma ha più di cento anni
Domani alla Sala Pegaso la presentazione del volume di Ferretti con foto, notizie e ritagli di giornale
GROSSETO. Magari i giorni attuali non sono quelli più felici, nonostante che ogni giorno ci siano centinaia di amatori in giro per le strade della nostra provincia. Ma il ciclismo ha una storia, oltre che un fascino, e le tappe salienti meritavano di essere riepilogate e raccolte.
Se ne è fatto carico Franco Ferretti che insieme ad Armando Fommei ha pubblicato “Ciclismo in Maremma - Oltre un secolo di storia”, un volumetto di 146 pagine con molte foto a colori edito per i tipi di Maremmanews Edizioni. Un volumetto che sarà presentato domani alle 17,30 nella sala Pegaso, in un’iniziativa che vede coinvolti Panathlon e Comitato per la Vita. Un appuntamento che vuole coinvolgere tutto il mondo delle due ruote a livello locale e toscano: sono stati invitati, tanto per fare qualche esempio, il presidente regionale della Federciclismo, Giacomo Bacci, e gli ex ciclisti Dino Giogli, Benito Giuglianini, Fabrizio Vannucci, Enrico Grimani e Massimo Codol, nonoché tutte le società maremmane che fanno capo a federazione ed enti.
Oltre un secolo? Il ciclismo in Maremma ha più di 100 anni? Ferretti ha scovato nelle pubblicazioni locali notizie di corse risalenti al periodo tra Ottocento e Novecento. Ha rintracciato i nomi di Alfonso Aprili di Montemerano, classe 1890, e di Bruno Baccioli di Manciano. Ha scoperto che il Giro d’Italia era passato per la prima volta a Grosseto nel 1921 (rifornimento volante nell’attuale piazza Rosselli) e che la prima tappa arrivò nella nostra città il 20 maggio 1927, da Lucca, per ripartire l’indomani alla volta di Roma. E poi ha “saccheggiato” le collezioni dei giornali e gli archivi federali per ricostruire le storie dei big del ciclismo made in Maremma, passando da Luigi Scorza per arrivare a Max Lelli, fino ai più recenti passaggi della corsa rosa.
Un’appendice è dedicata alla situazione attuale del ciclismo e alla variegata costellazione dei sodalizi aderenti alla Fci e agli enti di promozione. L’ultimo capitolo è riservato al Velodromo all’interno del Parco di via Giotto, una struttura condivisa con altre pratiche sportive.
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