Sicurezza
Andretta: «Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta»
ALBINIA. Filippo Andretta è stato chiamato al capezzale dell’Albinia con l’intento di compiere il prodigio della salvezza che alla luce della classifica attuale appare come un piccolo miracolo....
ALBINIA. Filippo Andretta è stato chiamato al capezzale dell’Albinia con l’intento di compiere il prodigio della salvezza che alla luce della classifica attuale appare come un piccolo miracolo. Andretta è uno specialista nelle salvezze conquistate in extremis, nel corso della sua lunga carriera l’impresa gli è già riuscita varie volte con la Castiglionese, il Porto Ercole, il Montepescali e con la stessa Albinia nei primi anni ottanta. Incoraggiante è il precedente con il Porto Ercole: appena Andretta fu chiamato sulla panchina gialloverde affrontò la capolista Pianese e riuscì a vincere. La settimana successiva il calendario mise di fronte al Porto Ercole il Portoferraio neo capolista e la squadra di Andretta bissò il successo. Considerando che domenica al Combi arriva la regina San Donato Tavarnelle il precedente è di buon auspicio anche se Mister Andretta sottolinea la forza della compagine fiorentina: «È un team solido con un centravanti di valore come Bruzzone che conosco molto bene». Sul primo impatto con la squadra Andretta si esprime così: «Ho trovato un ambiente molto impegnato e mi riferisco alla società, ai collaboratori, al preparatore atletico ed al preparatore dei portieri, tutti elementi validi e professionalmente all’altezza».
«Ho avuto un confronto con i giocatori sulle mie idee tattiche - aggiunge Andretta - Io ritengo che non devono essere i giocatori ad adattarsi al modulo bensì deve essere l’allenatore a imporre un sistema di gioco in sintonia con le caratteristiche dei giocatori, per cui curerò particolarmente l’aspetto tattico. Ho chiesto comportamenti irreprensibili in campo e fuori, nel senso che non possiamo permetterci ammonizioni ed espulsioni gratuite e la vita privata deve essere in sintonia con gli impegni presi nei confronti della società, dei compagni e dell’allenatore».
Andretta conferma la propria carica umana quando afferma: «Non faccio preferenze tra i giocatori. A me stanno simpatici quelli che giocano bene e quelli saranno sempre in campo». Andretta rivolge un pensiero agli assenti: «Domenica non potrò disporre di Signorini e Nieto, un attaccante che ogni allenatore vorrebbe e che oltre a fare i gol ha un ottimo approccio nello spogliatoio».
La filosofia di Andretta è svelata bene dalla frase con cui si proietta sul match di domenica prossima: «Il mio pensiero è identico a quello di Boniperti, vincere non è importante, è l’unica cosa che conta».
Paolo Mastracca
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