Finanza
«Chiarezza sulla morte di Marco»
A dieci anni dalla scomparsa di Pantani il grande amico Max Lelli lo ricorda: «La verità ancora non c’è»
POGGIO MURELLA. Esattamente dieci anni fa se ne andava Marco Pantani, per tutti il Pirata, l'unico ciclista capace di far sognare un'intera nazione dopo i miti incrollabili di Coppi e Bartali. Aveva appena 34 anni ed era la sera di San Valentino, forse una data non casuale per un uomo che si sentiva tradito dal mondo che aveva amato. La notizia arrivò come un pugno nello stomaco ed a distanza di dieci anni il ricordo è sempre forte e intatto da parte di tutti gli sportivi e da chi lo ha conosciuto da vicino. Tra questi Massimiliano Lelli che con Pantani aveva stretto una forte amicizia. Un legame reso solido anche dal fatto che il romagnolo Pantani era maremmano nell'anima, amava questa terra e le sue tradizioni, andava matto per la caccia e per le terme di Saturnia.
In occasione di questa triste ricorrenza Massimiliano Lelli lo ricorda proprio mentre sta registrando per conto della Rai alcuni servizi che andranno in onda in occasione del giro d'Italia dove Lelli sarà impegnato nel nuovo ruolo di inviato sulla moto alla testa del gruppo. Massimiliano osserva: «Marco era una persona straordinaria con un cuore incredibile, grande così. Lo ricordo mentre firmava centinaia di autografi e non diceva mai no a nessuno. Chiunque lo ha conosciuto conserva nel cuore un enorme ricordo e pur sapendo che nessuno lo potrà far tornare indietro, la speranza è che si faccia chiarezza sulle sue ultime ore di vita perchè a mio parere ci sono troppi buchi nella ricostruzione dei fatti. La verità deve venire fuori, Marco merita che emerga con chiarezza la verità».
Lelli ricorda con nostalgia che nell'ultimo anno di vita Pantani si era allontanato un po' da tutti, forse un segnale di delusione o depressione non raccolto con la necessaria attenzione. Con la voce rotta dall'emozione Massimiliano ricorda un aneddoto relativo a quando Pantani vinse la tappa di Courchevel al Tour: «Ricordo che la mattina vidi Marco nel camper e mi disse che avrebbe staccato l'americano (Armstrong ndr). Io andai in fuga solitaria per buona parte della tappa, Pantani e Armstrong mi raggiunsero a tre chilometri dal traguardo, ero stremato ma tentati di restare incollato a loro perchè non volevo perdermi lo spettacolo di Marco che staccava Lance. Non ce la feci a reggere il loro ritmo ma al traguardo mi dissero che aveva vinto Pantani, un successo conquistato con l'orgoglio».
Lelli sottolinea il ruolo che riveste l'ormai leggendario muro del Pirata che collega le terme di Saturnia e Poggio Murella: «È una salita incredibile, l'ho fatta spesso insieme a Marco, lui andava su con uno stile fantastico, assolutamente unico. Purtroppo negli ultimi anni non abbiamo più organizzato la Gran Fondo a cui era collegata la cronometro sul muro del Pirata, ma sono ancora tanti gli appassionati che si recano su quella strada che ormai rappresenta un tratto leggendario».
Inoltre in cima alla salita c'è un monumento dedicato a Pantani che Max Lelli commenta così: «È una bici in ferro appoggiata al muro, come se lui dovesse tornare da un momento all'altro. Come sarebbe bello che fosse ancora qui con noi e tornasse in sella sua bici...».
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