Gioco
Miele: «Che desolazione vedere oggi lo stadio vuoto»
GROSSETO. Claudio Miele, storico dirigente del baseball grossetano, che con il Maremma è entrato nella franchigia Progetto Grosseto, ripercorre gli inizi della sua carriera per parlare della...
GROSSETO. Claudio Miele, storico dirigente del baseball grossetano, che con il Maremma è entrato nella franchigia Progetto Grosseto, ripercorre gli inizi della sua carriera per parlare della situazione attuale.
«Tantissimi anni fa - scrive Claudio Miele - un amico che amava davvero il baseball e che cercava “una sponda” per poter far continuare l'attività alla sua amata Roselle Baseball, mi invitava a casa di un altro grande appassionato, che aveva speso una vita per questo meraviglioso sport, chiedendomi, io che ne ero completamente a digiuno, di dare una mano per poter continuare a farlo vivere».
«La città è Grosseto - prosegue Miele - l'amico appassionato era un personaggio unico, Mauro Roghi, che aveva fatto di questo sodalizio una ragione di vita. Non si dimenticheranno mai le sue esclamazioni di “porco boia”, né le teglie di pizza dopo ogni gara; in quella squadra militavano Leo Falciani, Stefano Franceschelli, Daniele Peccianti, Armando Mancini, Mario Casangeli, Roberto Seminara, Ulisse Galoppi, Paolo Tollapi, Andrea Berti, Ulisse Guidoni, Grechi, Gigi Sacchini. Alessandro Goiorani, Luciani, Roberto Di Vittorio, Angelo Fanara e altri…».
«L’amico che mi propose e mi fece cooptare presidente era è l'avvocato. Giulio Ripani, entrato nella Hall of Fame della federazione Baseball: era il 1978 e dovevo restare in carica un mese o giù di li, il tempo di trovare un presidente facente funzioni e non un soggetto che di baseball non sapeva nulla».
«Furono anni bellissimi - continua - vissuti con intensità passionale e ottimi risultati sportivi. Ci si allenava con grandi sacrifici la sera tardi allo Jannella dopo gli allenamenti del Bbc. Alcuni di questi atleti nel corso degli anni vestirono la casacca biancorossa, in primis Marco Mazzieri».
Tra alterne vicende, dopo un'intensa attività giovanile, culminata con la conquista di diversi titoli nazionali e la vittoria dei Giochi della Gioventù, si arrivò alla fusione con il Maremma (fondata dal sottoscritto) e si continuò con la denominazione di Rosemar».
A Grosseto la passione per questo sport «è stata sempre di casa e si ricorderanno i titoli nazionali ed europei conquistati dai biancorossi, ma anche gli spalti gremiti i e soprattutto le centinaia di ragazzini che con guanti e mazze arrangiati si passavano la pallina sui vari prati all'aperto della città, tanto che il Comune decise di realizzare un nuovo impianto sportivo ( lo Scarpelli )».
«Dopo tanto splendore ed aver vissuto epiche “battaglie” tra Grosseto, Nettuno e Rimini, sembra oggi tutto caduto nell'oblio; che desolazione vedere lo Jannella vuoto, la città ancor più divisa tra chi farà la Ibl e la serie A federale, essendo evidente a tutti che da almeno 10 anni non ci sono più state eccellenze di giocatori cresciuti nel vivaio grossetano».
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