Sicurezza
Atalanta vince e passa agli ottavi ma Guaranì è stato un osso duro
PAGANICO. Vince l'Atalanta contro il Club Guaranì per 3-2 ed accede così agli ottavi di finale come prima classificata nel girone della Viareggio Cup. Non è stata però una passeggiata per i...
PAGANICO. Vince l'Atalanta contro il Club Guaranì per 3-2 ed accede così agli ottavi di finale come prima classificata nel girone della Viareggio Cup.
Non è stata però una passeggiata per i bergamaschi di mister Bonacina; anzi, all'”Uzielli” di Paganico i paraguaiani si sono dimostrati spavaldi e con un'ottima organizzazione di gioco ma un paio di ingenuità alla fine hanno pesato sul risultato finale. Il Club Guaranì ha sfiorato la rete al 6' con Pico lanciato a rete, su cui Miori salvava in uscita ma la risposta dell'Atalanta non si faceva attendere: ma prima Marchini (al 7', solo davanti a Ferreira calciava fuori) e poi Pugliese (di piatto destro in area all'11, su perfetto assist dalla sinistra di Forgas) sprecavano. Al 14', goal dell'Atalanta: Forgas dalla sinistra pennellava per Pugliese, il cui colpo di testa era parato da Ferreira ma sulla respinta si avventava Parigi che insaccava.
I paraguaiani prendevano le redini del centrocampo e al 42' Gonzales, evitata la marcatura avversaria, impegnava Miori in angolo, dal cui corner usciva il pareggio: pennellata di Claudio Rojas e colpo di testa vincente all'angolo opposto di Segovia. Nella ripresa, il Club Guaranì raddoppiava: al 57' punizione di Claudio Rojas, interveniva Francisco Rojas e metteva in rete (forti ma vane proteste dei giocatori atalantini per un presunto fuorigioco). L'Atalanta si riversava in avanti alla ricerca del pareggio ed il Guaranì tentava il colpo del k.o in contropiede. Ma il neo entrato Bangal approfittava al 75' di un rimpallo in area ed anticipava il Ferreira in uscita per il 2-2. E, dopo un paio di clamorose occasioni, con Grassi (pallonetto da 30 metri a porta vuota) e Bangal (alto,dopo un corner), arrivava il 3-2 finale: Varano (89') scattava sul filo del fuorigioco e batteva Ferreira con un sinistro rasoterra.
Stefano Fabbroni
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