Sicurezza
«Siamo costretti a rinunciare a giocare»
Il caso di tre calciatori del Valpiana “licenziati” ma ormai vincolati con quella società fino al termine della stagione
VALPIANA. La crisi c’è e non da ora. L’ultimo posto fotografa una situazione critica ormai da tempo, che nemmeno le scelte operate prima di Natale sono riuscite a scongiurare.
Il Valpiana è il fanalino di coda del girone F di Seconda categoria. E il futuro è facile immaginarlo. Ed è però sbagliato dire che la squadra ha gettato la spugna, visto che domenica il match contro il Vada (formazione di alta classifica) è terminato con un 3-3 che potrebbe lasciare aperta qualche speranza con ancora dieci partite da giocare.
Però alcune scelte il club le ha fatte. Ha cambiato di nuovo mister (non c’è più il cecinese Giovanni Mucci, ora c’è Picci mister degli Juniores) e ha lasciato a casa tre giocatori: Luca Ceccotti e Davide Mustacchia di Livorno nonché l’esperto portiere Mario Piazza, cecinese, optando per la soluzione tutta “casalinga”, con i ragazzi di casa. Ma non sono state scelte indolori. «Purtroppo - dice Ceccotti - ce lo hanno detto troppo tardi, soltanto una settimana fa, che non ci volevano più: non siamo più svincolabili dal Valpiana, non possiamo più essere tesserati per altre società, non potremo più scendere in campo per questa stagione».
Il mercato si è chiuso a gennaio anche per i dilettanti e i giochi sono fatti. «Ero andato a Valpiana - dice ancora il centrocampista - perché mi avevano parlato di un progetto importante e io a questo progetto ho creduto. Mi hanno ingaggiato il 20 di dicembre, ho firmato il contratto, eravamo d’accordo che sarei rimasto fino ad aprile. Ho giocato quattro partite, l’altro giocatore una, e poi hanno detto a me come agli altri tre e al mister che i progetti erano cambiati, che c’è crisi e che di noi non avevano più bisogno. E adesso cosa facciamo? Io ho giocato sempre in Prima categoria, provengo dal Donoratico, ho una certa esperienza, conosco il mondo del calcio dilettantistico. Ma una cosa del genere non mi era mai capitata».
Qualche soldo è arrivato, ammette Ceccotti, ma si tratta di rimborsi spese soltanto per il primo mese, cioè dicembre, e per aprile: quest’ultimo se lo era fatto consegnare in anticipo e sostanzialmente vale per la società come saldo del mese di gennaio. Ma il giocatore non ne fa una questione di soldi, anche se spiega che con quei rimborsi spese qualcuno ci paga l’affitto di casa. È soprattutto dispiaciuto di dover rinunciare - e non per scelta sua - a giocare, a divertirsi. «Mi sembra impossibile che per noi non ci sia una qualsiasi forma di tutela, di nessun genere». E di tornare a giocare lì non se ne parla.
E il Valpiana cosa dice? Dalla sede della società spiegano di conoscere bene il caso ma preferiscono che sia il presidente Divo Valori a dare spiegazioni. Ieri però Valori non era rintracciabile al telefono.
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