Sicurezza
Albinia, non basta la prova d’orgoglio
Soltanto un pareggio in casa del Calenzano ridotto in dieci nel finale
CALENZANO. Un pareggio che serve a poco all'Albinia, figuriamoci al Calenzano che in casa, contro una diretta concorrente nella lotta per non retrocedere, puntava dritto dritto alla vittoria. E invece alla fine ne viene fuori un 2-2 che sicuramente ha divertito il pubblico ma meno le due squadre, sempre più invischiate nei bassifondi della classifica.
Al 21' il vantaggio del Calenzano arriva sugli sviluppi di un calcio d'angolo: la palla arriva a Sapio che con un diagonale perfetto, forse deviato da un difensore maremmano, batte Marzocchi. L'Albinia accusa il colpo, il Calenzano firma il raddoppio con De Carlo, bravo al 25' a realizzare con una conclusione a giro dal limite sulla quale il numero uno fiorentino proprio non arriva. Il primo tempo è tutto qui, con i padroni di casa che sembrano in grado di amministrare il doppio vantaggio anche e soprattutto a causa della poca concretezza sotto porta dell'Albinia.
Che però in apertura di ripresa rientra in partita grazie alla rete di Saloni che approfitta di una respinta corta della difesa sulla precedente punizione di Guerrera e infila Valenti con un rasoterra. Poco prima della mezz'ora (27') è Nieto, di testa, ad anticipare tutti sugli sviluppi di un angolo e a fissare il punteggio sul 2-2. Da 2-0 al pareggio per una cavalcata che sembrava poter aprire molto più di una speranzuccia per l’Albinia, oltre tutto amplificata dal fatto che i padroni di casa erano rimasti in dieci uomini a causa dell’espulsione di Mazzoni a una decina di minuti dal triplice fischio. Invece, il moltiplicare degli sforzi rossoblù non ha prodotto il risultato atteso. Buona la prova di orgoglio, non di pari qualità il risultato ottenuto.
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