Sicurezza
Balloni: «Presenteremo ricorso, trattati come delinquenti»
GAVORRANO. «Se applichiamo sempre queste regole allora tutti dovrebbero essere radiati». Il presidente del Gavorrano, Paolo Balloni, è furioso. «Ma sapete che scene si vedono nei campi in Campania, o...
GAVORRANO. «Se applichiamo sempre queste regole allora tutti dovrebbero essere radiati». Il presidente del Gavorrano, Paolo Balloni, è furioso. «Ma sapete che scene si vedono nei campi in Campania, o in Calabria? Dove gli spogliatoi non sono a norma e intorno all’arbitro prima della partita si formano capannelli di venti persone?». È furioso perché non si capacita della maxi squalifica che gli ha inflitto la Lega dopo la partita di domenica contro l’Arzanese. Otto mesi di inibizione.
Per intenderci, ai dirigenti della Nocerina dopo lo scandalo di Salerno ne sono stati dieci. «Io mi sono solo lamentato, dicendo ciò che pensavo» continua Balloni. Le motivazione del giudice sportivo sono un macigno. Inibito fino al 30 settembre «perché indebitamente presente nel recinto di gioco, prima dell'inizio della gara» e nonostante «l'invito dell'arbitro ad accomodarsi in tribuna, si rifiutava e rivolgeva frasi gravemente offensive», come recita il dispositivo. «Durante la gara – poi - il medesimo posizionato in tribuna rivolgeva all'arbitro reiterate frasi offensive ed ingiuriose» e «al termine del primo tempo di gara lo stesso si introduceva indebitamente negli spogliatoi ed avvicinato l'arbitro con fare minaccioso reiterava ulteriori gravi insulti». Così dice il giudice sportivo, contro cui il Gavorrano è già pronto a presentare ricorso.
Ben diversa è la ricostruzione del presidente: «Prima dell’inizio della gara ho chiesto che ai membri della panchina dell’Arzanese venisse tolto il fischietto, dopo i precedenti poco piacevoli - racconta - Dopo invece sono andato a lamentarmi, ma sempre in maniera educata, circa l’espulsione di Malatesta dalla panchina», che, tra l’altro, si è preso tre giornate di squalifica anche lui. L’arbitro bolognese però ha scritto un’altra storia. «Ci hanno trattato come delinquenti – continua Balloni - Ci vorrebbe più rispetto per il Gavorrano: solo questo ho chiesto per il mio club. Siamo un comune di tremila abitanti, così come Castel Rigone, ma abbiamo la stessa dignità di una metropoli e meritiamo la stessa attenzione da parte dei direttori di gara».
È la diversità di trattamento che fa infuriare il presidente. «Bisogna giocare alla pari e non in base all'importanza della città come a Caserta, dove nei nostri confronti è successo di tutto. Ai dirigenti nel post-partita non è stato neppure permesso di scendere negli spogliatoi a salutare la squadra». (a.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google