Il dolore
«Il problema è che non stiamo in piedi»
Le ragioni del presidente Piero Camilli dopo l’esonero dell’allenatore
GROSSETO. «Al momento attuale abbiamo due grossi problemi: uno fisico, non stiamo in piedi, uno a livello tattico».
Il patron Piero Camilli ha deciso di dare il benservito a Cuccureddu, dopo otto incontri, e di chiamare al capezzale della squadra Leonardo Acori, che ha incontrato domenica sera a Roma, dopo aver analizzato i mali che attanagliano il Grosseto, che si gioca così l’ultima carta per centrare i playoff.
«Abbiamo segnato quattro reti nelle ultime due trasferte di Lecce e Benevento - sottolinea Camilli - e non abbiamo portato a casa nemmeno un punto. Cuccureddu aveva a disposizione un preparatore atletico ma si vede che non lo sfruttava a dovere, visto che nell’ultimo mese sono arrivati otto gol nella prima frazione e nessuno nel secondo. Un calo fisico troppo evidente».
«Non sono soddisfatto di niente - prosegue - Siamo andati un giorno e mezzo in ritiro a Perugia senza fare una riunione tattica. In campo, poi, abbiamo preso due reti su calcio d’angolo e questo non esiste».
È stata una decisione improvvisa o ci stava pensando?
«Mi dispiace per Cuccureddu, ma dovevo prendere provvedimenti. Non mi piace come sta andando la squadra».
La patata bollente, dunque, passa ad Acori. Perché lo ha scelto?
«Lo conoscevo da una vita. È un allenatore importante, nella sua carriera ha guidato grandi squadre (compreso il Livorno) e può essere adatto a risolvere la situazione attuale. È pieno di motivazioni e può aiutarci».
Presidente, farete qualche acquisto prima della chiusura del mercato?
«Non credo, siamo forti così. Io nel fine settimana comunque farò un salto a Milano e poi vedremo».
Maurizio Caldarelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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