Trasporti
Trionfi per Boscarini e Stankiewicz
I portacolori del Marathon Bike hanno vinto a Vallelunga
GROSSETO. Correre a piedi, e vincere sull'autodromo di Vallelunga, famoso in tutto il mondo per i suoi eventi motoristici. L'impresa l'hanno compiuta due runners maremmani, portacolori del Marathon Bike, vincitori, neanche tanto a sorpresa, del 4º Gran Premio Podistico di Vallelunga: il ventiquatrenne di Porto S. Stefano Jacopo Boscarini e Anna Katarzyna Stankiewicz, 27 anni, amiatina, Nella dieci chilometri che si è corsa nell'autodromo “Piero Taruffi”, entrambi hanno vissuto un grande di trionfo che ha permesso loro, tra l'altro, di dimostrarsi già molto competitivi nonostante la pausa invernale. Jacopo ha corso attuando una tattica molto intelligente: ha deciso di lasciar sfogare gli altri avversari laziali nelle prime fasi per poi sferrare l' attacco vincente a 2 km dalla fine. Ottimo anche il tempo di 32’55” sui 10 km di gara. Nella gara femminile, invece, non c è stata storia con Katerina che ha letteralmente dominato la gara terminata in 39’38” e quasi due minuti di vantaggio sulla seconda classificata.
Altri risultati importanti per il Marathon Bike sono arrivati nel Senese, a Montisi. Massimiliano Taliani ha colto un ottimo secondo posto assoluto, che vale molto, visto che non era nelle migliori condizioni fisiche. Atleti Marathon Bike presenti anche alla mezza maratona di Cecina, corsa interamente sotto una fitta pioggia, perlopiù tutta all'interno della pineta. Il migliore della compagine si è rilevato Luigi Cheli, che ritoccato notevolmente il proprio personale, finendo la gara in 1h 28’ 55.Questi gli altri presenti: Alessandro Masetti 1h 34’15, Alessandro Bossini 1h 34’ 45, Gianfranco Gargani 1h 35’11, Maurizio Ciolfi 1h 37’53, Paolo Giannini 1h 37’55 e Luciano Annicchini 1h 42’10.
Esordio anche per gli atleti della Mtb, impegnati a Cala Violina, dove spicca il secondo posto di categoria del giovanissimo Gianmarco Perini. In gara anche Alberto Picotti, Paolo Pacini, Massimo Vannetti, Alice Botti, Lorenzo Grazzini, e Samuele Guerrini. (p.t.)
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