Sicurezza
Settimana decisiva per il futuro del baseball
Progetto Grosseto punta a un gruppo tutto made in Maremma: «Ci vuole attaccamento alla maglia»
GROSSETO. Inizia oggi una settimana decisiva per il baseball italiano e per il Progetto Grosseto. Nella giornata odierna potrebbe arrivare l'attesa decisione del Nettuno di partecipare o meno al prossimo torneo di Italian Baseball League. L'incontro tra il presidente Maiozzi e il sindaco Chiavetta ha aperto qualche spiraglio che lascia ben sperare i tifosi laziali.
Anche in Maremma sono in programma, da domani in poi, delle consultazioni, che vedranno impegnati i vari protagonisti del Progetto Grosseto Bc, dai vertici della franchigia, Massimo Ceciarini e Paolo Borghi, al direttore sportivo Alessandro Boni, al presidente della società Danilo Biagioli.
In ballo ci sono la costruzione della squadra che dovrà gestire la stagione della rinascita, lo staff tecnico e sanitario a disposizione dei giocatori che cominceranno a legare il loro nome al Progetto Grosseto.
Il diesse Boni ha incontrato Enrico Vecchi, il quale ha fatto presenti le necessità per allestire una formazione che possa dire la sua nell'Ibl e provare a riportare la Maremma nei playoff. Vecchi, per diventare il tecnico del Grosseto 2014, ha chiesto un gruppo di allenatori di propria fiducia, un preparatore atletico ed un fisioterapista. Il minimo indispensabile insomma per iniziare la preparazione, prima in palestra e poi sul campo.
«Spesso si dimentica - tiene a precisare il diesse Alessandro Boni - che il Progetto Grosseto è nato per creare una struttura che possa ricreare l’interesse per il baseball utilizzando risorse umane a chilometri zero. Noi vogliamo un staff tecnico di maremmani, un roster quasi esclusivamente di grossetani perché vogliamo che i nostri uomini siano attaccati alla maglia, che scelgano di tornare nello spogliatoio dello Jannella perché condividono il progetto che abbiamo messo in piedi con le altre società della provincia, con il vicesindaco Paolo Borghi nella veste di garante».
«Quella della grossetanità - aggiunge Boni - deve però essere una caratteristica che accomuna i dirigenti e tutti quanti verranno chiamati a dare una mano per quest’anno e per le stagioni a venire».
Maurizio Caldarelli
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