Il Tirreno

Grosseto

Il Marathon Bike ha festeggiato un 2013 stellare

Il Marathon Bike ha festeggiato un 2013 stellare

Ciclismo, podismo e donazioni di sangue: ecco chi ha fatto grande il sodalizio del presidente Ciolfi

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GROSSETO. Per chi, come quelli del Marathon Bike, vincere non significa soltanto partecipare, il 2013 è stato un anno di soddisfazioni enormi. Per chi, come quelli del Marathon, non considera la corsa fine a se stessa ma come uno strumento di miglioramento per sé e per gli altri, il 2014 sarà un’annata di prospettive già allettanti. Per chi, come quelli del Marathon, correre vuol dire anche servizio, l’anno appena iniziato sarà un altro anno di donazioni di sangue.

Attività. Ciclismo (compresa la mountain bike), podismo e lettino delle trasfusioni sono i tre “campi” su cui gioca la squadra del presidente Maurizio Ciolfi. Un gioco che gli atleti prendono terribilmente sul serio. Non c’ è corsa in provincia che non li veda presenti. E quando corrono fuori dalla Maremma, i risultati non mancano. Sono state organizzate dal Marathon Bike 19 manifestazioni sportive (un grazie per l'aiuto fornito al Comune di Grosseto, Avis, Banca della Maremma, Uisp, e tutti quelli che hanno contribuito) con a capo la spettacolare "Staffetta di Canapone", unica nel suo genere in Italia.

Vittorie. Nel 2013 sono state 52. In nove anni, il totale è arrivato a 331. Nell’anno passato sono arrivati un titolo italiano, 16 maglio di campione regionale, il sesto successo di fila nel "Corri nella Maremma", la manifestazione podistica a tappe che si articola in varie località della provincia.

Presenze. Sono grandi numeri anche quelli delle presenze. I propri atleti (che sono ben 281) ne hanno collezionate 2601, con 355 manifestazioni con almeno un atleta del gruppo che vi ha preso parte.

Emergenti. La forza è nel gruppo. Ma se non ci fossero i singoli che si impongono prepotentemente (e sportivamente), il Marathon Bike non sarebbe così importante. Il 2013 è stato senza dubbio l’anno della “polacchina”: Anna Katarzyna Stankiewicz è stata capace di imporsi in ben 20 manifestazioni, tra le quali spicca la "Saint Tropez Classic". Di rilievo mondiale è stato il risultato che ha raggiunto l'ultramaratoneta Massimo Taliani, che nella " 48 del Pantano" è riuscito ad abbatte il muro dei 300 km (per l'esattezza 301). Un risultato di ancora maggiore rilievo se si pensa che l'atleta di Piancastagnaio un mese prima aveva terminato (uno dei pochissimi in Italia) la massacrante "Nove Colli" di 202 chilometri. Anche la prova di Silvia Sacchini alla 100 km della Val d’Orcia, colloca l'architetto grossetano tra le migliori "ultra" in circolazione.

Donazioni. Una volta smesse le scarpette, gli atleti del gruppo si presentano periodicamente in ospedale per compiere il loro dovere da donatori: sono 107 coloro che hanno lasciato il proprio sangue in due anni.

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