Gioco
Valeria Prosperi alla conquista dell’élite del tennis
Punta ad entrare tra le prime 450 del mondo Appena diciottenne, il suo attacco ricorda quello della Na Li
GROSSETO. Il tennis non è uno sport estremo ma se tale disciplina sportiva viene praticata a livello professionistico la definizione non appare esagerata. Vengono considerati sport estremi quegli sport di estrema difficoltà, ai limiti delle leggi fisiche e della sopportazione del corpo umano. Se consideriamo le difficoltà che esistono per emergere nel mondo del tennis professionistico, peraltro partendo da una cittadina di provincia come Grosseto, allora ci si rende conto che l'impresa è davvero estrema. Basti pensare che fino a trenta anni fa nel tennis dettavano legge americani e australiani, oggi ogni continente ha atleti nei primi posti nel ranking mondiale a dimostrazione dello sviluppo e della diffusione di questo sport che oggi vanta innumerevoli scuole di elevato livello tecnico anche nei paesi tennisticamente meno evoluti. Ciò comporta un altissimo livello di competitività in uno sport che presenta difficoltà enormi costringendo l'atleta a coniugare qualità tecniche, tattiche, atletiche ed emotive. Basti pensare che nel tennis può vincere la partita anche chi totalizza complessivamente un minore numero di punti dell'avversario. Ciò significa che nel tennis non hanno la stessa importanza tutti i punti, ed infatti da questa caratteristica nasce la definizione di “braccino”, ad indicare la difficoltà di gestire l'emozione giocando quei punti che possono deviare il corso del match. Quella di “braccino” è una definizione talmente calzante che è stata adattata anche a molte altre discipline sportive.
In questo contesto sta provando ad emergere una ragazza grossetana, Valeria Prosperi, 18 anni compiuti nel 2013, la quale partendo da Grosseto, per la precisione dal circolo di via Cimabue, dopo essersi imposta a livello giovanile nelle fasi provinciali, regionali e nazionali, adesso sta scalando la classifica mondiale.
La Prosperi chiude il 2013 in posizione 618 nella classifica Wta. Niente male per una ragazza che dieci mesi fa era intorno al numero mille. Attualmente la Prosperi è la numero 24 in Italia, un piazzamento di prestigio considerando che a livello femminile siamo il top del mondo avendo conquistato la Federation Cup, ovvero il titolo iridato a squadre. Il suo coach da sempre è il maestro Alberto Sarubbi, da tutti conosciuto come Bebo. In questo periodo Valeria sta svolgendo un duro lavoro di preparazione, ore e ore di allenamenti al giorno coordinati oltre che da Sarubbi anche dal preparatore atletico Gianni Natale, dallo sparring Marco Filippeschi e un paio di volte alla settimana si allena anche con Marco Bolognesi. Un lavoro di equipe finalizzato ad un obiettivo ben preciso, come spiega il coach Bebo Sarubbi: «A giugno Valeria sarà impegnata negli esami di maturità (frequenta il magistrale Rosmini, ndc) e prima di quel periodo cercheremo di entrare tra le prime 450 del mondo. Ciò le darebbe il diritto ad essere presente nel main draw, cioè nel tabellone principale dei tornei dotati di un montepremi di 25.000 e 50.000 dollari, con la possibilità di acquisire ulteriori punti utili a progredire nel ranking. Non sarà facile ma Valeria ci proverà con tutte le proprie forze».
Un'impresa resa ancora più ardua dal fatto che Valeria in pratica sta facendo tutto da sola, pochi sponsor ed un'organizzazione che seppure bene strutturata è realizzata in famiglia con babbo Ugo che cura ogni dettaglio e non lascia nulla al caso.
A gennaio inizieranno i tornei, Valeria potrebbe volare in Turchia o in Thailandia dove però la convulsa situazione politica del paese asiatico crea un po' di apprensione.
Dal punto di vista tecnico il coach Sarubbi definisce così la Prosperi: «E un'incontrista, un'attaccante da fondo campo, ha un gioco pulito nel senso che imprime potenza alla palla colpendo molto piatto. Il rovescio è sempre stato il suo colpo naturale ma adesso anche il servizio ed il dritto sono migliorati molto. Deve progredire quando trova avversarie che alternano diverse velocità e altezze alla palla e stiamo lavorando anche su questo aspetto».
A chi assomiglia Valeria?
«Ha un tipo di gioco che potrebbe essere assimilabile a quello della cinese Na Li».
Valeria Prosperi invece come punto di riferimento ha la numero uno del tennis italiano, Sara Errani. «Mi piace molto per la grinta che mette in campo» dice Valeria che in fatto di grinta non è seconda a nessuno: lei è abituata a non mollare mai. La sua squadra del cuore è la Lazio, mentre per tornare al tennis confessa che il suo sogno nel cassetto è quello di entrare tra le prime 100 giocatrici del mondo.
Le chiediamo qual'è stata la vittoria più bella: «Ce ne sono state tante, quella che ricordo meglio è stata sicuramente la vittoria ai campionati italiani, il match point, l'abbraccio con Bebo e poi con i miei genitori quando sono tornata a casa, sono sensazioni che non dimenticherò mai. Un altro ricordo indelebile è quando sono arrivata per la prima volta in finale di un torneo da 10.000 dollari a Sharm El Sheikh, un'emozione unica».
Adesso sono all'orizzonte altre fondamentali avventure mirate a cullare un sogno stupendo. La Maremma osserva questa ragazza che ha grinta da vendere, non molla mai e le dice: «Vai Valeria, non fermarti, il sogno ti aspetta».
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