Sicurezza
«Anche io voglio correre la Dakar»
Il motociclista Matteo Casuccio sta progettando la partecipazione all’edizione 2015: «Per me è una vera ossessione»
FOLLONICA. Correre la “Dakar”, un sogno per migliaia di piloti sparsi in tutto il mondo ma che, se non sei un professionista del settore, difficilmente è possibile esaudire. Ci sta provando un pilota follonichese, Matteo Casuccio, che da qualche mese ha fatto partire un vero e proprio “Progetto Dakar 2015” con l’obiettivo di riuscire ad organizzare la trasferta in Sud America per l’edizione in programma fra 13 mesi esatti, il 5 gennaio 2015. Una roba mica da ridere soprattutto se sei un amatore ed infatti la macchina organizzativa è già partita e prevede il primo appuntamento per presentare il progetto domenica 15 con una cena al ristorante Cernicchio organizzata dal Motoclub Follonica nella quale Matteo illustrerà i dettagli dell’avventura e presenterà la moto con cui vuole provare questa avventura.
«Non sono un pilota professionista – ci tiene a sottolineare il centauro del Golfo – pretendo al massimo di essere un amatore veloce, per lavoro mi occupo di marketing per un’azienda del settore nautico quindi so già che la parte più dura della mia Dakar sarà garantirgli una copertura finanziaria. Per questo l’unica possibilità di riuscirci è quella di dare la massima visibilità a questo progetto».
Casuccio da tre anni partecipa al campionato italiano Motorally e in questa stagione è entrato nei piloti prioritari; quest’anno ha partecipato al campionato del mondo Rally Raid in Sardegna chiudendo al 18° posto subito dietro ai piloti ufficiali. La Dakar vista da un pilota amatore è una sfida nella sfida, dimostrare che con buona volontà, un bel po’ di preparazione fisica ed atletica e la giusta dose di sfacciataggine si può anche riuscire in una impresa ai limiti fra lo sport e l’avventura. «Non ho certo ambizioni di risultati al top della classifica ma voglio comunque mirare ad un risultato eclatante per un amatore – continua Matteo che ha già preparato un video per la promozione del progetto visibile su Youtube – per me la Dakar è diventata un’ossessione: quello che attira un pilota amatore ad un raid come questo è la sproporzione dell’impresa, il sapere che è una avventura fuori dalla tua portata; quindi deve iniziare fin da adesso una precisa programmazione del progetto, un controllo assoluto che si deve trasformare in una previsione la più fedele possibile di tutto quanto possa succedere. Il che è praticamente impossibile ma forse è proprio questo lo stimolo più forte, il gioco più bello di questa avventura. La sproporzione della Dakar è racchiusa nei suoi numeri: 9000 chilometri in 15 giorni, 600 chilometri al giorno di rally con speciali che arrivano anche a 300-400 chilometri».
E poi c’è la parte più pratica, la copertura economica, quel piccolo dettaglio che i professionisti magari nemmeno sanno quantificare garantiti come sono da sponsor e scuderie, ma che per un amatore è lo scoglio primo se non il principale. Solo l’iscrizione costa 17 mila euro, altri 15 mila se ne andranno nell’assistenza, infine 12-13 mila sono di spese accessorie come il trasporto della moto, i visti, il consumo, gli spostamenti aerei. La candidatura va completata entro il giugno 2014, che sembra lontano ma alla fine è dietro l’angolo. Per adesioni alla cena 393.9359932.
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