Sicurezza
La dichiarazione d’amore di Camilli
Il presidente: «Solo per questo non l’ho dato via ma dopo 14 anni sono stanco»
GROSSETO. «Voglio bene al Grosseto e guai a chi me lo tocca. E solo il grande amore non mi ha permesso di darlo via». Il presidente Piero Camilli ha approfittato del ritorno sulla panchina del Grifone di «uno di famiglia» per fare la prima apparizione pubblica dopo la retrocessione dalla serie B. E prima di passare la parola a Cuccureddu ha fatto il punto della situazione e ha ribadito che nelle sue intenzioni future c’è sì la cessione della società, ma per il presente ha «il massimo intendimento di andare avanti per bene, di dare al Grosseto tutto quello che necessita».
«Dopo quattordici anni - ha sottolineato Camilli - consentitemi però di essere stanco. Tutt’oggi quando il Grosseto non dormo la notte. E credetemi che non è stato facile sopportare l’umiliazione della retrocessione, la prima della mia carriera». «Ho provato - ha aggiunto - fino all’ultimo a rimanere in serie B, spendendo un milione e mezzo nel mercato di gennaio, vendendo Sforzini e prendendo Piovaccari che era forse meglio. Ma non è servito è andato tutto storto: due gol in fuorigioco con il Vicenza, il mani con il Padova a tempo scaduto, il gol subito dallo Spezia a 2’ dalla fine, i cinque rigori sbagliati, allenatori poco azzeccati. Ho le mie colpe lo ammetto, ma siamo stati tanto tanto sfortunati». Camilli non si è ancora visto allo stadio. «Avrò il diritto di avere una mia vita? - ha detto sull’argomento - Venire allo stadio deve essere una mia scelta, la domenica vado a caccia, a messa, oppure a vedere la Viterbese che è a mezzora di macchina, o il Perugia a 45’. Non vengo anche perché so che soffrirei e lo sapete? Al mercato mi sentivo male ad andare nei box della serie C».
Il sindaco di Grotte di Castro si è detto però pronto a investire risorse finché sarà il proprietario: «In estate ho provato a dare la società a qualcuno, ma nessuno tra i molti con cui ho parlato non mi dava le garanzie di serietà che voglio per cedere il mio Grosseto». Il Comandante ha detto la sua anche sulla situazione della squadra: «Questo gruppo ha meno punti di quanto merita. Dopo la vittoria di Salerno e il pareggio di Pisa mi hanno chiamato per dirmi quello che già sapevo, che siamo forti. Al di là del rispetto che ho per Cuoghi, se non fai punti, i complimenti non servono a niente».
«Il mio campionato - conclude Camilli - inizia oggi. Cuccureddu è un motivatore, la persona giusta. C’è da cambiare registro ma tutto è possibile. Se il Grosseto a gennaio prende uno o due attaccanti forti può ancora vincere il campionato. E se andiamo in serie B? Si vende meglio la società. Godiamoci però questo momento. A me piace vincere e faremo il meglio possibile».
Maurizio Caldarelli
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