Il dolore
Torna il Cuccu in sella al Grifone
Esonerato Cuoghi, stamani primo allenamento e conferenza stampa: l’esordio con il Lecce
GROSSETO. L'ufficialità arriva in serata, attraverso poche righe: «L'Us Grosseto comunica che in data odierna il sig. Stefano Cuoghi è stato sollevato dall'incarico di responsabile della prima squadra. Il nuovo allenatore è il sig. Antonello Cuccureddu che verrà presentato il 27 novembre alle ore 12:30 presso la sala stampa dello Stadio Zecchini. Al sig. Cuoghi vanno i ringraziamenti per l'opera e l'impegno profuso».
Dunque, 6 anni dopo Padova e la storica promozione in B, torna in biancorosso il tecnico che firmò quell'impresa. Un Cuccureddu che più volte, nelle stagioni passate, era stato di nuovo accostato al Grosseto, ogni qual volta che una panchina aveva toccato la zona rossa. Stavolta è tutto vero. Dal novembre del 2006, quando il tecnico sardo debuttò allo Zecchini contro il Sassuolo, al novembre di quest'anno, dove sarà il Lecce, domenica prossima, a battezzare questo nuovo esordio.
Analogie con quella stagione ce ne sono. Dalla posizione in classifica (allora tredicesimo, prima di una rincorsa incredibile), ad una squadra da rivitalizzare in qualche modo, oggi come allora. Grosseto che partì col 3-5-2, per giocare spesso anche col 4-4-2. Moduli che il gruppo attuale conosce assai bene, per averli fatti con Cuoghi. Già, per un tecnico che arriva, ce n'è sempre uno che se ne va: Stefano Cuoghi. Ci ha provato il tecnico emiliano a portare in alto il Grosseto. Ci ha provato in tutti i modi possibili, senza però riuscire a trovare il bandolo di una matassa, alla fine evidentemente troppo complicata per venirne a capo.
Forse per questo motivo Piero Camilli ha deciso alla fine che si doveva cambiare di nuovo. Una squadra fortissima come impianto difensivo, questo è innegabile. Ma non basta non prendere gol per salire in classifica. Serve anche buttarla dentro e ogni tentativo, alla fine, ha prodotto sempre il medesimo risultato. Toccherà a Cuccureddu trovare la chiave giusta per provare a migliorare una squadra che di fatto, se non dovesse centrare i playoff, pure con l'organico attuale, potrebbe dire di aver fallito la propria stagione. Un lavoro non facile. Sette anni fa, Cuccureddu si presentò così: «In uno spogliatoio servono, tranquillità e consapevolezza dei propri valori. Ho sempre creduto che i risultati siano figli di un gruppo coeso, questo dobbiamo diventare». Parole valide allora, come oggi.
Intanto Cuoghi se ne va in punta di piedi. Ha diretto ieri l'ultimo allenamento a porte chiuse. Con grande professionalità, ma in un clima quasi surreale. Cuccureddu invece, è sbarcato a Roma nella serata di ieri. A prelevarlo a Fiumicino, il procuratore Luca Galletti. Prima di mettere nero su bianco, nel pomeriggio aveva avuto modo di dire: «A Grosseto tornerei volentieri. Ci siamo sentiti con Camilli, la squadra è buona, vedremo se sarà il caso di fare qualche ritocco. Se son rose...».
E rose alla fine son state. Stamani il primo allenamento. Dopo la conferenza stampa sarà subito seduta pomeridiana. «Sono venuto in silenzio e in silenzio me ne vado, non è nella mia indole replicare a chicchessia», è invece il saluto amareggiato di Cuoghi, raggiunto nella serata telefonicamente. Solo il tempo e il prossimo mercato di gennaio, daranno il giudizio definitivo su questa stagione.
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