Gioco
«C’era la fila ma ho voluto lui perché è uno di famiglia»
GROSSETO. L’allenatore della storica promozione in serie B non può essere dimenticato tanto facilmente. Piero Camilli ha insomma fatto una scelta di cuore nel chiamare Antonello Cuccureddu (che tra l’...
GROSSETO. L’allenatore della storica promozione in serie B non può essere dimenticato tanto facilmente. Piero Camilli ha insomma fatto una scelta di cuore nel chiamare Antonello Cuccureddu (che tra l’altro ha lo stesso procuratore di sette anni fa, Luca Galletti), al timone del Grosseto.
«C’era la fila per prendere la panchina del Grosseto ma ho voluto lui perché è uno di famiglia - spiega il patron - conosce l’ambiente e poi diciamolo chiaro: in serie C non è importante la tattica, ma serve la personalità e Cuccureddu ce l’ha da vendere. E nel 2005-2006, con una rimonta sensazionale, lo dimostrò».
Il patron biancorosso passa poi a spiegare le motivazioni che l’hanno spinto a cambiare Stefano Cuoghi, dopo undici partite (nella prima a Pontedera c’era Statuto) dal suo arrivo al Grosseto: «Abbiamo ottenuto solo due punti nelle ultime quattro partite casalinghe, c’è qualcosa che non quadra. La situazione non era più sostenibile. Io con il mister ho avuto modo di discutere anche dopo la gara con il Catanzaro, dopo quel primo tempo in cui siamo stati tutti chiusi in difesa».
Camilli si addentra anche su giudizi tecnici: «Non è concepibile che Ricci stia a 70 metri dalla porta, è l’unico che salta l’uomo. In quella posizione ci deve giocare Obodo».
«Perché non gioca i centrale Biraschi - si chiede il Comandante - uno dei giocatori che insieme a Ricci veste la maglia della nazionale e ci viene invidiato e richiesto da squadre di categoria superiore?».
A Camilli non sono andati nemmeno giù «i cinque gol presi di testa su altrettanti tiri. Dobbiamo fare qualcosa, stare più attenti».
«Anche se qualcuno continua ad affermare che senza di me i ragazzi sono più sereni - sottolinea ancora - sono sicuro che la mia presenza in tribuna o agli allenamenti la squadra avrebbe probabilmernte dieci punti in più di adesso».
Anche se non segue più come un tempo le vicende del Grosseto, Camilli sembra aver saldamente in pugno la situazione e ha deciso di dare uno scossone all’ambiente perché crede nelle possibilità della squadra di entrare tra le prime nove della graduatoria.
«Abbiamo una buona squadra - spiega - che con un paio di attaccanti forti può benissimo centrare i playoff».
Maurizio Caldarelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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