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Grosseto

Il tecnico Maurizi a rischio prova a far punti col 3-4-3

Il tecnico Maurizi a rischio prova a far punti col 3-4-3

Qui Paganese: rientra Amelio ma sono ancora assenti Lanteri, Iraci e Velardi Confermata la difesa che domenica scorsa aveva incassato quattro reti

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PAGANI. La crisi c’è, è impossibile non ammetterlo. Penultimo posto con due sole vittorie e nessun pareggio dopo 11 giornate. Sei punti frutto dei successi contro Barletta e Viareggio, appena 7 gol fatti (ma il primato negativo spetta al Barletta, che ha bucato la rete solo tre volte) e diciotto subiti.

Agenore Maurizi cerca la svolta e non sa se oggi potrà essere la giornata buona. perché conosce il Grosseto e le sue qualità, specie quelle difensive. E perché anche se Amelio è rientrato, l’infermeria è ancora piuttosto piena (l’attaccante Lanteri, i mediani Iraci e Velardi) e non è possibile schierare la migliore formazione possibile.

Allora via con il 3-4-3, per dare più peso alla fase offensiva. Il tridente di attacco affidato a Deli, Novothny e William, la mediana con Meola, Franco, Giampà e Amelio, appunto; la difesa che non dovrebbe spostarsi invece da quella che aveva comunque subito un pesante poker dal Perugia in casa (Pepe, Panariello, Perrotta).

Maurizi sa che quella di oggi potrebbe essere l’ultima spiaggia. «Io per primo sono il responsabile di questa situazione, abbiamo fatto dei gravi errori non tanto nella metodologia degli allenamenti, ma in altre situazioni che non sto qui ad elencare», aveva detto nel corso della settimana, mentre ha preferito non parlare alla vigilia della partenza per la Maremma.

Errori? «Abbiamo fatti errori in sede di impostazione della squadra, la corsa sfrenata nel prendere alcuni calciatori e non prenderne altri, anche nel non riuscire a trasferire le mie competenze ai calciatori, perché credo che tutti gli allenatori sono competenti poi bisogna farsi riuscire a capire».

Il tecnico di Colleferro non pare però intenzionato a dare le dimissioni: «Innanzitutto voglio precisare che non è una questione economica né per la società né mio nel non voler rinunciare a dei soldi. Per me dare le dimissioni significa dare un segno di resa, ammettere invece gli errori e cercare di risolvere per trovare la soluzione ai problemi credo che sia un fatto positivo e che mi fa onore. Non sono un martire, perciò vado avanti anche se spetta sempre al presidente ogni valutazione finale».

E vedremo se il presidente Raffaele Trapani deciderà di continuare ad affidarsi a Maurizio a prescindere dal risultato di questo pomeriggio per un match inedito.

(p.s.)

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