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preparatore atletico maremmano

C’è la firma di Lucchesi nel successo dei Cosmos

di Paolo Franzò
C’è la firma di Lucchesi nel successo dei Cosmos

GROSSETO. C'è anche un pezzo di Maremma nel titolo vinto pochi giorni fa dai New York Cosmos, tornati campioni della Nasl dopo 31 anni. Simone Lucchesi, maremmano doc (nato a Massa Marittima 40 anni...

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GROSSETO. C'è anche un pezzo di Maremma nel titolo vinto pochi giorni fa dai New York Cosmos, tornati campioni della Nasl dopo 31 anni. Simone Lucchesi, maremmano doc (nato a Massa Marittima 40 anni fa), ex preparatore di Grosseto, Gavorrano e Sampdoria.

«Devo ringraziare Giovanni Savarese, grande allenatore, ma soprattutto grande persona, per avermi dato questa splendida opportunità», dice Lucchesi sulla sua pagina Facebook. Savarese, 42 anni di Caracas, ma di chiare origini italiane, è il tecnico che ha riportato la squadra della Grande Mela sul tetto del soccer made in Usa. Il successo, nella finale vinta contro Atlanta, con il gol dello spagnolo Senna, campione d'Europa con la Roja nel 2008. Squadra multietnica, ma di buon spessore tecnico, nella quale è stato protagonista anche Alessandro Noselli ex Sassuolo.

«Ho visto un video ad aprile dove parlavano della rinascita dei Cosmos, cosi mi sono informato tramite internet ed ho notato che non avevano nessuno nel mio ruolo, cosi mi son detto perché non provare – racconta Lucchesi – Dopo un po' di tempo, il 3 giugno scorso mister Savarese mi contatta: vieni a New York per l'inizio dei lavori. Cosi preparo le valigie e parto. Arrivo, visiono il nostro centro e scopro che tutto sta nascendo, nessun campo ufficiale, poco materiale, ma avevano una cosa che mi piaceva l’idea di riportare i Cosmos ai fasti del passato. Dopo 4 giorni di lavoro mi richiama Savarese nel suo ufficio e mi offre il contratto. Un contratto molto diverso dai nostri. Però accetto la sfida, era troppo intrigante e io un esperienza all'estero la cercavo per capire loro, le differenze e crescere vedendo un altro tipo cultura calcistica. I due mesi di ritiro passano, così come i giocatori vanno e vengono, bisogna al più presto allestire una rosa, un gruppo che sia più solido possibile. Nel frattempo, l'emozione di conoscere Pelè, uomo simbolo dei Cosmos. L'inizio della stagione non è dei migliori; una vittoria al 90', un pareggio e una sconfitta per 3-0. Ma da quella sconfitta in avanti, è stata una marcia trionfale. Finiamo il campionato con 11 punti in più della seconda. Risultato che ci vale la finale per il titolo in casa di Atlanta dove abbiamo giocato la miglior partita della stagione, vinciamo 1-0 e riportiamo il titolo a New York che mancava dal 1982».

E adesso? «Mi scade il contratto a dicembre, poi vediamo se tornare in Italia o in Europa. È stata una grande esperienza. La differenza con il nostro calcio è soprattutto nella preparazione alle partite o nell'alimentazione. In Usa non c’è ritiro. Ci si trova direttamente allo stadio. E un pranzo prima di una partita, può assomigliare a quello di un matrimonio».

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