Il dolore
Porte chiuse col Breganze Anche una multa per Cras
Hockey, il club follonichese punito per minacce e offese agli arbitri di sabato Il presidente Pagnini protesta: «Siamo esterrefatti, presentiamo ricorso»
FOLLONICA. Mille euro di multa e obbligo di giocare la prossima gara casalinga, quella contro il Breganze, a porte chiuse.
E’ la (incredibile sul Golfo) decisione del giudice unico hockey su pista, l’avvocato Maurizio Colangelo, nei confronti di Banca Cras Follonica dopo la sfida di sabato sera vinta contro il Lodi per 3-2 al Capannino. A fare scalpore non è tanto l’entità dell’ammenda e la gara a porte chiuse (in passato è stato comminato anche di peggio alle squadre di serie A) quanto il fatto che la punizione sia arrivata al termine di una delle partite in cui in pista e sugli spalti non è successo praticamente niente che potesse generare il supplemento di referto.
I direttori di gara hanno infatti segnalato, al termine della partita, di aver ricevuto «minacce ed offese pesanti e ripetute», situazione che ha spinto l’avvocato Colangelo ad irrorare la pesante multa e l’obbligo delle porte chiuse a causa di una recidiva riferita al campionato scorso (comminata esattamente il 6 marzo, quindi otto mesi fa).
Una punizione francamente inspiegabile e che ha causato l’immediata reazione della società azzurra. «Siamo esterrefatti e scandalizzati dalla decisione – precisa il presidente Massimo Pagnini – stiamo predisponendo il ricorso, sabato sera nella partita contro il Lodi non è successo assolutamente nulla che potesse giustificare il provvedimento. Riteniamo profondamente ingiusto quanto ci hanno comminato, anche solo una semplice multa sarebbe stata eccessiva visto che è stata una delle partite più tranquille di sempre dal punto di vista dell’ordine sugli spalti. Certamente la società non può controllare anche il singolo tifoso che magari urla una volta qualcosa».
Di certo, con questo metro di giudizio, di gare a porte aperte se ne giocherebbero una o due in una stagione, visto quello che succede in ogni fine settimana nei palazzetti di mezza Italia.
Inoltre la società contesta anche l’applicazione della recidiva. «Crediamo ci sia un evidente errore di interpretazione – continua Pagnini - visto che a nostro avviso una recidiva non si può applicare a distanza di un campionato e qui si fa riferimento ad una gara della scorsa stagione. E’ inspiegabile il tentativo di metterci in difficoltà, cercheremo di ottenere giustizia in ogni sede, fra l’altro sabato in tribuna era presente anche il designatore arbitrale che ha visto quanto successo e potrà magari dare anche la sua versione».
L’Hockey Follonica conta molto anche sulla testimonianza di quest’ultimo per poter ribaltare una decisione apparsa ingiusta, che è arrivata a rovinare quella che era stata solo e soltanto una festa, senza scorrettezze, senza motivi di frizione se non quelli normalmente previsti dall’agonismo.
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