Sicurezza
Atlante, questa crisi non finisce più
Terza sconfitta consecutiva, l’Astense passa al Palabombonera
GROSSETO. L'Atlante Grosseto prosegue il suo cammino negativo in queste prime uscite stagionali di campionato perdendo ancora, per 8-2 in casa contro la Libertas Astense ed inanellando la terza sconfitta consecutiva nel girone A della serie B.
Un'altra battuta d'arresto preoccupante per i grossetani che, dopo un buon primo tempo caratterizzato da un rigore sbagliato da Barelli ed un palo colpito da Dambros, sono calati decisamente nella ripresa subendo in apertura un micidiale uno-due che ne ha pregiudicato l'incontro. E' pesata ancora l'assenza di Bender, al momento considerato l' unico elemento in grado, con le sue qualità, di impensierire le retroguardie avversarie, che tornerà per la trasferta di Pisa, a cui seguirà una sosta quanto mai desiderata dai maremmani. E' toccato anche all'ex presidente Gianni Lamioni scendere negli spogliatoi, a fine incontro, per incoraggiare una squadra che ha già subito 19 reti al passivo.
La prima rete della partita era della Libertas Astense, contestata dai padroni di casa, con Maschio che infilava in rete dalla distanza nonostante la segnalazione dei grossetani, che si erano fermati per chiamare una presunta uscita del pallone oltre la linea di gioco. L'occasione del pareggio l'Atlante l'aveva guadagnata ma Barelli spediva sul palo il rigore ottenuto per atterramento di Berti ed immediato giungeva il raddoppio dei piemontesi, grazie a Fineschi che trovata un buco ed infilava ancora Sacconi. Quindi lo sfortunato palo di Dambros che preludeva alla prima rete maremmana: direttamente su punizione, concessa per retropassaggio non regolamentare al portiere, siglava Gianneschi. Nel secondo tempo arrivava la rete spacca-gambe di Barelli, poi la doppietta di Fiscante e le restanti reti di Maschio (doppietta anche per lui) e Modica, Cannella e Fazio tutte in fotocopia, in contropiede, con l'Atlante sbilanciata in avanti che riusciva solo ad inframezzare le reti avversarie con Berti, ben imbeccato da Gianneschi.
Stefano Fabbroni
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