Massellucci lascia il Bsc insieme a Piccioli, Retali e Mangani
GROSSETO. «Non ho più il controllo di niente e non so più ormai qual è il mio ruolo in società». Così Beppe Massellucci spiega così le dimissioni inviate al consiglio del Bsc 1952, che verranno...
GROSSETO. «Non ho più il controllo di niente e non so più ormai qual è il mio ruolo in società».
Così Beppe Massellucci spiega così le dimissioni inviate al consiglio del Bsc 1952, che verranno analizzate nella riunione convocata per venerdì sera. Ma insieme al direttore tecnico hanno lasciato il loro posto il vicepresidente Roberto Piccioli e i dirigenti Beppe Retali e Luca Mangani.
Una situazione esplosiva, che rischia di rovinare un bel progetto di rilancio che avrebbe dovuto portare alla partecipazione al prossimo campionato di Ibl che, dopo un incontro con il presidente Fraccari, sembra davvero vicina.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso nei rapporti tra Ceciarini e Massellucci è stato il viaggio a Tirrenia per incontrare Fraccari. «Il nostro presidente - tuona Massellucci - si è fatto accompagnare da Angelo Fanara, il general manager del Maremma. Non potevamo essere io o Andrea Dani a dargli assistenza?».
E' solo una cose che non ha digerito Massellucci negli ultimi giorni: «Come si permette lo stesso Fanara di chiamare il segretario Mangani per chiedere i tabulati dei nostri ragazzi? Ormai qua non si sa più chi comanda e con chi vogliamo stare. Dov'è finita la grossetanità, la voglia di far rinascere il Bbc? Cosa ci possono dare società che hanno tredici tesserati o altre che non ne hanno? Abbiamo o non abbiamo 120 giovani ed un progetto da portare avanti? Io sono favorevole a collaborazioni, ma non a fusioni».
Domande che avranno sicuramente una risposta nell'incontro chiarificatore di lunedì. Il consiglio dei soci fondatori del Bsc dovrà prendere in esame anche l'uscita di scena di Roberto Piccioli: «Lascio perché ho impegni personali - premette - ma non possono nascondere di essere amareggiato di tutta la situazione del baseball grossetano».
«Non siamo riusciti ad iniziare il progetto studiato negli scorsi mesi e iniziato con molta fatica - si lamenta Piccioli - Il torto maggiore è quello di non essere riusciti a crescere. Speravo di avere un ruolo organizzativo nella società, non di passare le giornate libere a lanciare palline ai giovani della scuola baseball».
Per salvare il salvabile servirà adesso una rapida azione di diplomazia da parte del vicesindaco Borghi, che si è detto disposto a concedere il campo alla società presediuta da Ceciarini.
Maurizio Caldarelli
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