Sicurezza
Pergolizzi: «Temo il gruppo Cuoghi è un sanguigno»
ASCOLI. Gli infortuni - specie quello di Scalise - costringono mister Rosario Pergolizzi a rimescolare le carte. C’è un fianco sguarnito, quello di destra. E allora: difesa a quattro o difesa a tre...
ASCOLI. Gli infortuni - specie quello di Scalise - costringono mister Rosario Pergolizzi a rimescolare le carte. C’è un fianco sguarnito, quello di destra. E allora: difesa a quattro o difesa a tre (o cinque)? Tutto può accadere.
«Sotto l’aspetto tattico va fatto qualcosa - ammette il mister - per mettere gli 11 migliori; quelli che possono sacrificarsi sotto l’aspetto tattico». Insomma, qualcuno dovrà svolgere un compito non usuale, per il bene della squadra. «Posso giocare a cinque dietro, ma allo stesso tempo con tre uomini offensivi davanti. Quello che conta non è il sistema di gioco, ma la voglia di sacrificarsi dei giocatori. Io spero di sbagliare meno possibile, poi nella partita magari un episodio cambia tutto».
Leonardo Randall, ex Arsenal, potrebbe essere della partita: «Bisogna vedere come riesce a sostenere una partita intera dopo così tanto tempo. Io ci conto, va aspettato, seguito e fatto entrare nel gruppo, anche perché non parla italiano».
Storani? «Il suo valore tecnico lo conosciamo. Deve crescere sotto l’aspetto tattico».
E il Grosseto? «Temo sopratutto il gruppo della squadra di Cuoghi. Lo conosco, è un sanguigno, dà l’impronta alla squadra. Il Grosseto ha molta qualità: se abbina anche l’agonismo e la voglia di sacrificio, può fare bene. Ecco, mi aspetto anche io che il mio Ascoli giochi con qualità».
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