Attenzione
«Non ho mai studiato da presidente»
Alfio Giomi (Fidal): a Rio vogliamo vedere un’Italia vincente
GROSSETO. «Spero di essere un personaggio scomodo. Dico sempre quello che penso. E non ho mai fatto nulla per diventare presidente».
Alfio Giomi è tornato nella sua Grosseto. Eletto presidente Fidal alla fine dell’anno scorso, Giomi è stato ospite del Panathlon, invitato dal presidente Emilio Lelli. Ha parlato a braccio. Non tanto e non solo di Grosseto (pur citando esempi positivi come Elisabetta Artuso presente in sala) ma si è concentrato sulla crisi dell’atletica italiana: «Fino agli Europei andiamo bene. Ma il Mondiale è un’altra cosa. Basta con l’autoreferenzialità, bisogna sempre pensare a imparare qualcosa dagli altri. Non ci si può accontentare. Ecco, io mi sono indignato perché si considerava normale fare cattivi risultati. Alle federazioni arrivano ogni anno 88 milioni, tolti i 261 milioni che il Coni prende per il suo funzionamento: sono tanti. Sono spesi male».
Giomi si sente di fare un pronostico: «Il nostro primo esame vero saranno gli Europei di Zurigo 2014. Andremo bene:maratona, le quattro staffette, prenderemo delle medaglie. Ma le Olimpiadi sono un altro mondo. Per questo ci stiamo preparando per Rio. E ci stiamo preparando per essere una squadra vincente».
Vincente senza trucchi: «In atletica si vince anche senza doping, al 90%». Su Howe: «Lo sport italiano ha sbagliato tutto. Gli serviva uno staff, glielo ho ridato. E gli ho chiesto di guarire».(p.s.)
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