Il dolore
«Playoff, perché no? La rosa è di qualità»
Rivoluzione con tre difensori e cinque centrocampisti
GROSSETO. C’era da immaginare che la sconfitta infrasettimanale con la Viterbese Castrense avrebbe avuto delle ripercussioni, ma era difficile pronosticare un esonero di Francesco Statuto dopo appena una gara.
Piero Camilli ha invece stupito ancora una volta tutti e ancor prima di annunciare la decisione a Statuto, il Comandante giovedì mattina si è messo sulle tracce di Stefano Cuoghi, che aveva già avuto alle sue dipendenze a Grosseto (4 gare, due di campionato e due di playoff in C1 nel 2004-2005) ed anche a Pisa.
«Ci siamo incontrati – sottolinea Cuoghi – ed è stato facile trovare un accordo. Camilli mi ha chiamato la mattina e la sera ero già il nuovo allenatore del Grosseto». Prima di dirigere il primo allenamento, Cuoghi è stato presentato alla stampa dall’amministratore unico Antonio Ranucci: «E’ una vecchia conoscenza, un vecchio amico».
«Ho una buona conoscenza dei giocatori a mia disposizione, compresi Lanni e Obodo che ho allenato per due anni a Pisa – ha proseguito il mister – e questo mi consentirà di poter dire la mia per la gara di domenica con il Benevento. Non ho intenzione di fare cambiamenti drastici, ma lavorerò sulla tattica».
«Quello che chiedo da subito ai ragazzi – aggiunge - è buona volontà e spirito di sacrificio per mettere in piedi una prestazione decente e per fare risultato. Ho deciso di venire a Grosseto perché ritengo che si possa far bene». Cuoghi, che con Camilli è riuscito a rimanere per una stagione sulla panchina del Pisa, ha anche la tradizione favorevole. Otto anni fa fu chiamato di mercoledì al posto di Specchia, dopo la sconfitta di Acireale e la domenica espugnò Frosinone con un gol di Perra che consentì di conquistare i playoff, poi persi con Pavia. E i playoff sono l’obiettivo del 54enne tecnico originario di Modena: «Abbiamo una rosa di buona qualità che cercheremo di sfruttare al massimo per entrare tra i primi nove. Poi negli scontri diretti può succedere di tutto. Centrare o no i playoff dipenderà solo da noi».
La prima innovazione del mister sarà la difesa: «Al novanta per cento già con il Benevento giocheremo con la difesa a tre. Ho visto che i miei difensori hanno le caratteristiche adatte. Ricci e Biraschi sono reduci dalla convocazione in nazionale, ma gli altri dovrebbero essere disponibili. Potrei partire con un 3-5-2 o un 3-5-1-1, ma specialmente nel reparto avanzato dovrò vedere cosa emerge dagli allenamenti». Cuoghi dice la sua anche sulla tanto discussa problematica dei giovani: «Con me sfondano una porta aperta. I giovani bravi devono giocare sempre, quello scarso però viene illuso e basta. Delvecchio? Se è rimasto vuol dire che ha volta di riscattarsi. Dovrà darci una mano importante, specialmente se lo aiutiamo. Ha qualità innate: la sua esperienza e il suo senso del gol ci faranno salire posizioni e posizioni in classifica e la fascia di capitano servirà a responsabilizzarlo al massimo». L’ultima battuta è sugli avversari di domenica: «In tempi non sospetti ho inserito il Benevento, insieme al Frosinone, in pole position nella griglia di partenza. È una buona squadra, con Evacuo e Campagnacci da categoria superiore, ma abbiamo tutti due gambe, due occhi e due braccia. Di partenza non mi sento mai battuto».
«In serie C – conclude Cuoghi – la qualità deve essere supportata da agonismo e voglia di emergere. E’ partito bene, ma dobbiamo avere le armi per controbattere e garantirci i tre punti».
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