La manifestazione
Sgambata a Viterbo senza tifo e proteste
I supporter annullano la trasferta di contestazione a Camilli
GROSSETO. Non ci saranno sportivi di fede biancorossa nell'amichevole di questa sera al "Rocchi" tra la Viterbese Castrense e il Grosseto, primo atto ufficiale della società laziale, passata nelle mani della famiglia Camilli, dopo il fallimento del vecchio sodalizio fondato nel 1908. La scaletta della serata prevede la presentazione della squadra che parteciperà all'Eccellenza, affidata a Claudio Solimina, e quindi la sgambatella di lusso contro l’undici di Francesco Statuto, che a Viterbo ha chiuso la sua carriera da giocatore, nella stagione 2005-2006.
Un evento importante per i fans della Viterbese Castrense, ma considerato fuori luogo da quelli grossetani, che fino a ieri pomeriggio si sono organizzati per andarlo a dire di persona a quello che è stato per tredici anni il loro presidente. Ma alla fine non ne hanno fatto di niente.
«Abbiamo deciso in anticipo che sarebbe stato inutile andare con meno di cento appassionati - spiega Simone Ceri, sportivo di vecchia data - Gli impegni lavorativi di molte persone ci hanno convinto a rinunciare alla trasferta, visto che eravamo solo una cinquantina. Avremo comunque modo e tempo per far sentire la nostra voce. Personalmente non ho frequentato assiduamente lo Zecchini come un tempo, ma quando qualcuno prende in giro la mia città mi sento in dovere di intervenire».
Ceri, che seguiva il Grifone ben prima dell'arrivo di Piero Camilli, nell'estate del 2000, manifesta tutto il suo disappunto per l'attuale situazione societaria: «È grottesca, ci sta trattando come un giocattolo vecchio. Siamo stati messi lì e si dipende solo dalla volontà del padrone. E così non va bene».
«Piero Camilli - aggiunge Ceri - ha fatto tanto per il Grosseto, ha dato tanto, ma ha anche ricevuto tanto in termini di affetto da parte degli sportivi. Finirla così non mi sembra bello. Ci auguriamo solo che non voglia distruggere tutto quello che di buono ha fatto in tredici anni per l'Unione sportiva Grosseto. Ci vuole poco per rovinare tutto, anche se dal punto di vista sportivo non ci sono retrocessioni».
«Se è intenzionato veramente a regalare il Grosseto - prosegue il supertifoso biancorosso - può andare dal sindaco Bonifazi a consegnare le chiavi della società. Starà alla città trovare un degno sostituto di Camilli, che possa permettere a questa squadra di rimanere almeno nella Lega Pro unica».
L'ultima battuta di Simone Ceri è sul mercato: «Come previsto sono partiti i pezzi migliori ed è stato speso poco per gli acquisti. L'unica nota positiva è la conferma di Delvecchio».
E proprio Gennaro Delvecchio, che sarà il jolly di una squadra giovanissima, indosserà la fascia di capitano contro la Viterbese, nell'ultimo test prima dell'esordio casalingo in campionato di domenica contro il Benevento. Non ci saranno sicuramente Bombagi e Di Cuonzo, che si aggregano oggi alla nuova squadra, e nemmeno Tedeschi che sta smaltendo una pubalgia. Gli altri, a cominciare dagli ultimi arrivati, faranno passerella, con un obiettivo: dimostrare agli sportivi che quel disastroso 2-5 è stato solo un incidente di percorso.
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