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Grosseto

Contestazione dopo la scoppola

Contestazione dopo la scoppola

I tifosi hanno chiesto alla squadra un impegno maggiore in campo

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GROSSETO. Alzi la mano chi si sarebbe immaginato un principio così disastroso di un’annata che dovrebbe essere sì di transizione, ma se ne prendi 5 a Pontedera, con tutto il rispetto della squadra di Paolo Indiani, in vista delle prossime gare c'è di che preoccuparsi.

L'unica cosa positiva derivante dalla chiusura di ieri del mercato sarà quella che Statuto da oggi, sino a gennaio, potrà lavorare quotidianamente con gli stessi giocatori. Una cosa non di poco conto e che si è vista in maniera lampante nella prima uscita stagionale. Chiaro che adesso si attende il debutto di Terigi e Tedeschi, quasi come salvatori di un reparto che ha fatto acqua da tutte le parti. Lanni ha perduto via via tutti i riferimenti e improvvisare giocatori in ruoli non propri raramente porta a risultati positivi, a meno che non ti chiami De Rossi, tanto per fare un esempio.

Poi c'è il discorso dell'impegno; quello che gli increduli tifosi giunti in buon numero a Pontedera, hanno reclamato a gran voce al termine della partita. Una contestazione civile, ma rumorosa. Nessuno ce l'ha con questi giovanotti, gettati in campo forse alcuni troppo presto, in una categoria più difficile di quanto si possa credere. Ma è una contestazione che viene da lontano. Figlia di un'estate che ha finito per far montare giorno dopo giorno una certa acredine nei confronti di una società che da tempo aveva annunciato il proprio disimpegno, ma che comunque aveva garantito quanto meno un torneo dignitoso; e in quanto visto a Pontedera, da salvare rimane ben poco, se non nulla. Difficile anche capire da dove si possa ripartire, rimanendo nel discorso puramente sportivo. Statuto ha comunque una rosa contata e deve sperare in un'annata con pochi malanni.

(p.f.)

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