Gioco
Pacini resta alla guida del Follonica
Il presidente si era dimesso dopo le polemiche scoppiate sul settore giovanile
FOLLONICA. Rimpasto dirigenziale per l’Us Follonica, dopo le dimissioni di Valerio Pacini, dimissioni estese per statuto all’intero consiglio direttivo, con l’assemblea straordinaria dei soci chiamata ad eleggere il nuovo organo dirigenziale. Dopo un dibattito molto partecipato sono poi andate in scena le elezioni che hanno sancito i nuovi membri del consiglio direttivo: a fianco del confermato Valerio Pacini, che è stato nuovamente eletto presidente, gli altri consiglieri sono Doriano Destri, Antonio Marchionni, Francesco Pirro e Gabriele Gascio.
Il consiglio precedente era in carica da solo un anno, quando le due società calcistiche cittadine si fusero dando vita all’Us Follonica: il gruppo dirigente era composto in origine da dieci consiglieri, cinque per ogni società di provenienza, prima che numerose dimissioni riducessero drasticamente il nucleo operativo.
«Alla base delle mie dimissioni alcune divergenze di vedute sulla parte sportiva, principalmente sulla gestione del settore giovanile – spiega Pacini – dopo numerosi episodi un ultimo problema mi ha spinto a rassegnare le dimissioni ma ci tengo a precisare che non si tratta di questioni personali. Sono il primo responsabile della gestione perché avallo le decisioni, quindi ho rimesso il mandato per fare chiarezza e come forma propositiva anche perché in pratica ero rimasto solo. L’assemblea soci ha poi accettato quanto presentato dal sottoscritto, con l’altro gruppo dirigente (quello proveniente lo scorso anno dalla società Golfo di Follonica, ndc) che ha preso atto della situazione non riuscendo a fornire un progetto alternativo. Quindi andiamo avanti con un consiglio di cinque persone, perfettamente in regola con la norma che non prevede un numero minimo di consiglieri, ma siamo aperti ai contributi che chiunque vorrà dare alla società. Sportivamente non abbiamo altra alternativa che quella di creare una prima squadra tutta follonichese, giovane e fatta in casa. Speriamo sia stata la scelta giusta, di certo proseguire l’attività come abbiamo fatto negli ultimi mesi non era più credibile».
Michele Nannini
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