Proteste
Grifone, non c’è Camilli alla “prima” alla Cava
Presenti però i figli che garantiscono: «Faremo un campionato dignitoso Qui abbiamo trascorso anni stupendi, questo resta il gioiello di famiglia»
GROSSETO. Quando sul palco della Cava di Roselle salgono i Quartiere Coffee, sono passate già le 23, eppure c'è molta più gente di quanta non se ne potesse contare prima, quando i protagonisti erano stati Vincenzo e Luciano Camilli. Fumogeni, come allo stadio, cori e grande entusiasmo. La reggae band grossetana insomma, batte il Grifone e in un certo senso, è la prima sconfitta biancorossa stagionale. Merito ovviamente dei giovani e bravi cantanti maremmani, appena rientrati da Berlino. Demerito di un Grosseto che si avvia verso una stagione, al momento, piena zeppa di punti interrogativi. Non basta la presenza dei giovani proprietari della vecchia Unione Sportiva, a restituire alla tifoseria, salita ben prima alla Cava, carica di speranze positive, un minimo di entusiasmo. «Faremo un campionato dignitoso. A Grosseto abbiamo trascorso anni bellissimi, indimenticabili. Il Grifone rimane sempre il gioiello di famiglia», sono alcune delle frasi più significative dei giovani Camilli. Con loro, c'è anche l'avvocato Ranucci, amministratore unico. Assente (ma si sapeva), Piero Camilli, ormai ex presidente, sempre più distaccato dalle sorti del Grifone. Niente di nuovo insomma, sotto il cielo di Roselle. Si parla poco anche di mercato. «Cerchiamo una punta e un centrocampista», dicono ancora i Camilli. Ma pure questa, era cosa nota. La punta e il centrocampista sono arrivate ieri: si tratta di Gioè Bryan, attaccante classe 93 in prestito con diritto di riscatto dal Livorno e il centrocampista Dario Colombi, sempre nato nel 1993 arriva a titolo definitivo dagli amaranto. Acquisti che arrivano il giorno dopo la festa alla Cava dove, a microfoni spenti poi, si capisce meglio, come l'intenzione della proprietà, sia quella di chiudere con la stagione prossima. Da qui ad un anno, se qualcuno si comprerà il Grosseto bene, altrimenti saranno dolori veri. Dodici mesi di speranza, mentre sullo sfondo andrà in scena un campionato strano, senza retrocessioni. Statuto e la sua banda, che prosegue nella preparazione a Chianciano proveranno a cambiare in corsa, i programmi della società. Proveranno a stupire tutti, a suon di risultati.
Paolo Franzò
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