Gioco
Gli F18 salutano la Maremma ma dal 19 ecco il mondiale Feva
MARINA DI GROSSETO. C’è ancora fermento al quartier generale del Mondiale di vela, alla colonia di San Rocco però, siamo al momento dei saluti. I catamarani della Formula 18, lentamente si...
MARINA DI GROSSETO. C’è ancora fermento al quartier generale del Mondiale di vela, alla colonia di San Rocco però, siamo al momento dei saluti. I catamarani della Formula 18, lentamente si allontanano da quelle acque che, per una settimana, sono state protagoniste delle regate iridate. Il grosso dei partecipanti, per una flotta di 181 imbarcazioni, saluta Marina di Grosseto con il sorriso, dopo strette di mano che sanno di cameratismo con gli avversari provenienti da ogni parte del mondo: rivali in acqua, ma profondamente amici fuori, per la serie “siamo tutti sulla stessa barca”. Molti di loro si ritroveranno a Bangor, in Irlanda del Nord, il prossimo anno, quando in palio ci sarà un nuovo titolo mondiale o forse anche prima, durante qualche regata internazionale. Lo spirito del velista in fondo è questo: acqua, salsedine, vento e libertà, in qualsiasi angolo della terra ci si trovi. Il sapore del Mondiale, vissuto intensamente e durato un lampo, resta comunque nell’aria, ben percepibile, perché la macchina organizzativa si è messa in moto e non è ancora tempo di spegnere i motori. Il tramonto della kermesse iridata per i Formula 18, lambisce l’alba dell’RS Feva, una sorta di “Mondialino” dedicato agli under 16. La classe velica riservata ai più giovani avrà meno risalto mediatico, ma pone l’accento su di una maggiore attenzione organizzativa. Il numero di imbarcazioni iscritte è lo stesso, circa 180, ma il flusso di persone che interesserà la frazione balneare sarà amplificato dalla presenza di tecnici, accompagnatori e ovviamente genitori. Ragion per cui, in vista del 19 luglio, non si smette di lavorare, di limare i dettagli, di oliare la macchina affinché tutto sia perfetto. L’esperienza di un Mondiale a fortifica il morale e rende meno ingombranti dubbi e incertezze.
Lorenzo Falconi
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