Il Tirreno

Grosseto

Sette giorni decisivi per il nuovo Grifone

di Paolo Franzò
Sette giorni decisivi per il nuovo Grifone

Da qui a domenica arriveranno direttore sportivo e mister Salvo ripescaggio, sarà comunque un team senza ambizioni

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GROSSETO. È stata uUn'altra domenica di transizione e di attesa, per la Grosseto del pallone che continua ad interrogarsi sul futuro della sua squadra di calcio. I tifosi s'interrogano e questo prolungarsi del silenzio, attorno alla costruzione della nuova squadra, viene interpretato nei modi più disparati.

L'unica certezza che possiamo dire è che la società sta lavorando. Non c'è soltanto la Viterbese nei pensieri della proprietà, anche se in un futuro, neppure troppo lontano, è assai probabile che l'interesse dalla Maremma si sposti verso il Lazio. Ma non ancora. Non adesso. Le ragioni di questo silenzio sono molteplici e va anche detto che non solo il Grosseto deve ancora scegliere l'allenatore della stagione ventura: sono molte le squadre che ancora non l'hanno fatto.

In questo senso, quella che comincia oggi è una settimana importante. Da qui a domenica prossima, dovremmo finalmente conoscere il nuovo diesse, il nuovo tecnico e saperne di più anche sulla data d'inizio lavori della squadra che, ricordiamo, il 4 agosto andrà in campo per il debutto in Coppa Italia. Si deve solo avere pazienza e fiducia, nei confronti di una società che in 13 anni non ha comunque mai tradito le attese. Una stagione sbagliata, come quella passata, non può bastare da sola, per cancellare tutto quello di buono che c'era stato prima.

E' vero che i Camilli si sono lanciati con entusiasmo sul progetto Viterbese. Ma la storia in Maremma vivrà ancora un capitolo importante nella prossima stagione che sarà probabilmente di transizione, è vero, ma che concederà 12 mesi di tempo per trovare una soluzione e un successore all'attuale proprietà.

Del resto, Piero Camilli ribadisce il concetto da mesi. Se qualcuno pensa che l'iscrizione al campionato basti a fargli cambiare idea, rischia da qui ad un anno di rimanerci molto male. Il Grosseto era e rimane una società in vendita. Se il messaggio sarà recepito, bene; altrimenti tra un anno saranno dolori veri, quando la proprietà non avrà più motivi per portare avanti il discorso.

Intanto, per il campionato che verrà, si punterà soprattutto sui giovani, più qualche giocatore d'esperienza senza grandi pretese economiche. Senza obiettivi di classifica particolarmente ambiziosi. La mancanza della retrocessione, consentirà appunto la transizione. Sempre che tra poco più di una settimana il Siena non rimanga davvero fuori dalla serie B. In quel caso, un tentativo di richiesta di ripescaggio sarà fatto. Al pari di molti altri club. Toccherà poi alla Lega decidere se e chi ripescare.

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