Sicurezza
«Aspetto questa notte da trenta anni»
Baseball: Peccianti tornerà sabato sul monte contro i campioni d’Europa per “vendicarsi” della sconfitta subita nel 1983
GROSSETO. «Lo sport, come la vita, ti dà sempre una seconda possibilità di riscatto».
A Daniele Peccianti, 56enne direttore sportivo del Toshiba Grosseto, non è mai andato giù quell’esordio in serie A1 con il Bologna nella stagione 1983 e per questo ha scelto la Fortitudo per fare il ritorno in Ibl trent’anni dopo: sabato prossimo Peccianti sarà infatti il partente di garadue contro i campioni d’Europa.
Il lanciatore della Mabro Grosseto fu chiamato da Joe Zavattaro sulla collinetta nel terzo incontro con gli emiliani, di fronte al pubblico delle grandi occasioni che in gara1 era stato infiammato dal fuoricampo di Eddy Orrizzi nei supplementari. Un epilogo che gli appassionati ricordano soprattutto per lo show di “Anatrone” che per festeggiare si arrampicò sulle reti dello Jannella e che finì per aumentare la rabbia dei bolognesi, che si sfogarono proprio con Peccianti.
«Mi fecero un passamano incredibile – racconta oggi Peccianti - dieci punti in nemmeno due riprese e gara poi finita 20-5 per la Nordmende».
“Grillo” , approdato nella massima serie nell’affare che portò Tom Mutz al Roselle, ballò solo per una stagione, per poi tornare ad essere protagonista nelle serie inferiori.
«A quei tempi – sottolinea – tra Bbc e Roselle era guerra vera. Il mio passaggio al Grosseto fece litigare i presidenti Aldo Tonini e Leo Falciani. I biancorossi mi avevano già chiesto nel 1979, ma la società non mi lasciò andare. In serie A2 avevo battuto Cretis e Casolari. Se fossi andato prima, forse, avrei anche fatto carriera».
«Nel 1984 mi rivollero a Roselle, ma fu comunque un anno bellissimo – prosegue - collezionai due vittorie (con una sconfitta) su nove partite e una gara completa contro l’Anzio. Non potevo fare di più: davanti a me avevo Cappuccini, Borghino e Boscarol. Dettori cercò di insegnarmi qualcosa, ma ormai ero troppo vecchio per cambiare i miei movimenti».
Trent’anni dopo Peccianti ha la possibilità di vendicare quella notte: «Ho scelto questa partita – spiega – perché voglio vedere se riesco a rifarmi. E’ da trent’anno che aspetto questo momento. Finché non mi stroncano starò, facendo ricorso, a tutti i lanci ed i trucchi che ho imparato rimanendo quarant’anni sul monte ».
«Per il sottoscritto – conclude – è solo una soddisfazione. Spero che la mia presenza riesca a portare qualche spettatore in più sugli spalti per assistere alle gare tra i nostri volenterosi ragazzi ed una squadra che si prepara a difendere il titolo continentale, non perdendo di vista il primato nell’Ibl».
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