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Max Velotto è fuori dopo 210 gare dirette

Max Velotto è fuori dopo 210 gare dirette

Nicchi non lo conferma: «Dismissione per avvicendamento»

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GROSSETO. Dopo dodici anni e 210 gare dirette nel calcio professionistico, l’arbitro orbetellano Massimiliano Velotto appende il fischietto al chiodo.

Il presidente dell’Aia nazionale Marcello Nicchi, nel comunicare la notizia nel corso di una conferenza stampa effettuata nel primo pomeriggio di ieri, ha parlato di «dismissione per normale avvicendamento».

Il fischietto maremmano, da sempre affiliato alla sezione di Grosseto (tra il maggio e il dicem bre 2011 è stato anche il presidente ed è stato vicepresidente fino al maggio 2012), a norma di regolamento, avrebbe potuto rimanere nei ranghi per un’altra stagione di B, l’ottava della sua carriera, ma i vertici hanno deciso di anticipare il pensionamento di Max, come quello di arbitri passati dallo Zecchini come Castrignanò, Palazzino e Giancola. Una mossa che anticipa la rivoluzione del prossimo anno con la nascita di una serie C unica.

Dalla B alla A sono stati invece promossi Irrati di Pistoia e Tommasi di Bassano del Grappa. Dismessi Giannoccaro di Lecce e Romeo di Verona, l’arbitro che negò un gol regolarissimo a Nicoletti durante i playoff di serie C2 tra Grosseto e Rimini.

Velotto, che nelle scorse settimane si è trasferito per motivi di famiglia ad Acireale (ad ottobre nascerà il primogenito) conclude una carriera di tutto rispetto, con tredici designazioni in serie A (la prima nel 2007 per Messina-Fiorentina), 141 in B (l’esordio fu Mantova-Pescara del settembre 2006, 69 in serie C, 7 in Coppa Italia ed anche una in Europa League, tra Feyenoord e Lech Poznan. In quella occasione (era il 17 dicembre 2008) la giacchetta nera grossetana, al quale era stato affidato il ruolo di quarto uomo, sostitui l’infortunato Dindalini all’inizio della ripresa.

Dopo aver deciso di intraprendere la professione di arbitro nel 1991 e dopo aver fatto la trafila delle serie minori (prima provinciali, poi regionali), Velotto iniziò l’avventura nella Can D nella stagione 1998-99 e nel 2001 fu promosso nella Can C.

Al termine di cinque buone stagioni, e 69 gare dirette, l’allora designatore Claudio Pieri il 1º luglio 2006 lo volle nella Can A-B, scissa poi nel 2010. Nel marzo 2012, l’arbitro lagunare, che di professione fa il geometra, ha festeggiato le cento gare nella cadetteria, dirigendo il derby campan o Juve Stabia-Nocerina.

Come succede a tutti gli arbitri, anche Velotto non è stato certo immune da critiche o contestazioni, ma nella sua carriera si è distinto per competenza e professionalità e partendo dalla sezione Aia di Acireale potrebbe iniziare una brillante carriera dirigenziale. Sarebbe il miglior premio per quello che può essere considerato l’arbitro più importante di tutti i tempi nella storia dell’Aia di Grosseto.

Maurizio Caldarelli

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