Sicurezza
I campionati italiani dell’Aned a giugno di scena a Grosseto
Trapianti e dializzati si sfidano allo Zecchini, al palasport al campo Zauli e ai campi da tennis di via Cimabue
GROSSETO. Competere non per il gusto di vincere, ma per provare a se stessi e agli altri che si è vivi grazie a un trapianto o nonostante la malattia, è la ragione per cui da venti anni si svolgono i “Giochi nazionali trapiantati e dializzati”.
L’Aned (Associazione nazionale emodializzati dialisi e trapianto), l’onlus che organizza i giochi e si occupa dell’assistenza ai malati affetti da disfunzioni renali, ha scelto per il secondo anno consecutivo Grosseto come location per le competizioni sportive. Queste si terranno dal 14 al 16 giugno, in diversi luoghi del capoluogo maremmano, come il Campo Zauli, il palazzetto dello sport di piazza Azzurri d’Italia e i campi da tennis di via Cimabue, oltre che al minigolf di Marina di Grosseto.
«Quest’iniziativa serve per testimoniare la vittoria della vita sulla malattia - ha detto - l’assessore provinciale Patrizia Siveri. I giochi, infatti, sono patrocinati da Comune e Provincia e hanno il supporto anche di altre importanti onlus, come l’Avis (Associazioni volontari italiani angue), l’Admo (Associazione Donatori Midollo Osseo) e l’Aido.
Tutti, dalla presidente nazionale dell’Aned Valentina Paris, al presidente provinciale dell’Avis Carlo Sestini, passando per il presidente provinciale dell’Admo Fausto Brandi e la rappresentante dell’Aido Paola Barabesi, hanno sottolineato come l’aiuto delle istituzioni e le donazioni siano fondamentali per il funzionamento del sistema sanitario nazionale: donando il sangue, gli organi e il midollo osseo si possono salvare molte vite.
«I donatori sono tanti, ma non bastano perché i malati aumentano. Ci sono persone- spiega Paola Barabesi- che aspettano anche anni prima di poter subire il trapianto. L’opinione pubblica va sensibilizzata, per questo andiamo nelle scuole e a questo servono gli eventi come i giochi».
E’ prevista la partecipazione di 200 atleti trapiantati e dializzati provenienti da tutta Italia che si cimenteranno in varie discipline: ciclismo,volley, minigolf, tennis, bocce, atletica leggera, marcia e nuoto. I manifesti dell’iniziativa sono stati realizzati dai ragazzi dell’istituto Polo Bianciardi, ai quali sono state consegnate delle targhe come riconoscimento per la loro “donazione”. Lo sport può dare la carica per affrontare la malattia a chi partecipa, mentre agli spettatori, questa competizione può insegnare che si deve avere sempre la forza di lottare per vedere la luce in fondo al tunnel.
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