Il dolore
«Mi volevano a Siena, ma non ci vado»
Camilli conferma l’intenzione di lasciare il mondo del calcio: do gratis la società
GROSSETO. La gara con il Bari passerà alla storia come quella che ha segnato l'addio di Camilli, visibilmente commosso.
«Sono molto molto contento per la vittoria - esordisce Camilli - Il gol di Fanciulli vuol dire che il calcio è di gente come lui, non è di Iaconi, né di Carobbio. E' una grande soddisfazione per chi fa del calcio pulito». «Per gli investimenti milionari che ho fatto - prosegue - il Grosseto poteva essere in serie A, ma abbiamo avuto a che fare con delle m... che ci hanno ammazzato e siamo retrocessi. Con la vittoria contro il Bari sul campo saremmo finiti penultimi, anche se cambia poco. Il Grosseto è stato distrutto da chi vendeva le partite e dal ds dell'epoca. Io ho passato la peggiore estate della mia vita, abbiamo passato luglio e agosto in C, io avevo già preso Braglia e Zaza e sul campo non saremmo mai retrocessi, ci hanno fatto retrocedere». Il presidente parla anche della cessione: «Col Bari c'erano in campo Lanni, Biraschi, Marinelli, Fanciulli e altri giovani. Questo significa che la nostra è una società ben tenuta e non ha problemi economici. Mi auguro che ci siano persone che capiscano l'opportunità. Io la società la do gratis, chi la prende si paga l'iscrizione e presenta la fideiussione. Io penso solo a pagare i debiti e a incassare i crediti. Mica sono Babbo Natale. Quando l'ho presa ho pagato più di un miliardo di lire all'epoca. E' testimone l'avvocato Cerboni. Detti anche 80-90 milioni ad Anzidei».
Camilli ha ribadito che «questa è l'ultima partita. Il giochino è finito. Mi sono stancato, non di Grosseto, ma di questo mondo. Mi sono commosso a lasciare il posto numero venti che ho tenuto in tutti questi anni. Auguro al Grosseto tutto il bene possibile. Se riparte dalla D o dall'Eccellenza, vuol dire che la città esprime questo». Camilli fa anche alcune rivelazioni: «Agli alti livelli del calcio mi dicono ma lei cosa fa a Grosseto? Io mi offendo per voi, perché sono legato a Grosseto, alla sua gente. Io non vado a Perugia o a Terni. Mi hanno cercato da Siena, ma io non ci vado, per voi. Sarò sempre un tifoso del Grosseto».(m.c.)
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