Il dolore
Forza Gavorrano! Per poter sperare devi dare il massimo
I rossoblù in campo contro il Pontedera già promosso Purtroppo vincere potrebbe anche non bastare
GAVORRANO. Arrivati a questo punto, l’unica cosa che conta è giocarsi la propria partita al massimo. Non serve fare calcoli, non serve avere notizie dagli altri campi, non serve pensare a come poteva essere ma non è stato. Il Gavorrano deve concentrarsi solo al match e al suo avversario, quel Pontedera che ha messo in cassaforte il secondo posto già da tempo.
I rossoblù devono mettere in campo tutto quello che hanno: piedi, gambe, grinta e entusiasmo. Devono pensare che il calcio è un gioco e che come in tutti i giochi non si sa mai come va a finire. Poi, dopo il 90esimo, sarà il momento di scoprire quale sarà il futuro, se ci sarà ancora una possibilità di giocarsi la permanenza in Lega Pro oppure no. Ma soltanto dopo: prima l’unica cosa che conta è giocarsi davvero fino all’ultimo secondo questo campionato.
È l’ultima giornata ed è il momento più che mai di mettere in pratica il motto del mister Corrado Orrico: «noi pensiamo a fare il nostro, poi vada come vada». Ai minerari infatti non basta la vittoria per arrivare a giocarsi la salvezza ai play out. Serve, oltre ai tre punti ovviamente, che almeno una delle concorrenti non faccia bottino pieno. Per la precisione, serve che si avveri una di queste tre possibilità: l’Hintereggio non vince, se la Vigor perde così come se perde il Foligno.
Se questo mix di risultati s’incastrerà, il Gavorrano potrà accedere ai play out grazie a una favorevole classifica avulsa. In caso contrario, sarà retrocessione diretta.
Come detto però la squadra deve pensare soltanto a fare la sua partita. Per questo la società ha imposto a tutto l’ambiente rossoblù il silenzio stampa, lasciando tutte le distrazioni al di fuori delle mura del Malservisi-Matteini. Corrado Orrico ha a disposizione tutta la rosa da poter utilizzare, ma molto probabilmente non stravolgerà la squadra che ha risposto al meglio dal suo arrivo, infilando una serie di buone prestazioni a cui non sono seguiti purtroppo i risultati (seppur meritati).
Nel corso dell’ultima conferenza, l’allenatore ha detto di aver visto sparire quel senso di rassegnazione che aleggiava nello sguardo dei giocatori. Ed è con lo stesso ottimismo che oggi il Gavorrano deve affrontare il Pontedera, che arriverà in Maremma con l’animo appagato. La formazione pisana infatti schiererà con molta probabilità le seconde linee, quelle che nel corso della stagione hanno trovato meno spazio. I rossoblù, al contrario, scenderanno in campo con il miglior undici possibile. Difesa a tre confermata con il ritorno di Fatticcioni (squalificato a Salerno), così come rimane il tridente davanti con un centravanti e due esterni che gli giocano attorno. Le ultime riserve Orrico le scioglierà soltanto questa mattina, cercando soprattutto di sgomberare la testa dei giocatori, senza fargli fare conti o previsioni. Loro devono pensare soltanto a giocare e tirar fuori il meglio di sé. Poi «vada come vada».
Qui Pontedera. L’allenatore granata Paolo Indiani si sente quasi sollevato. «Noi non dobbiamo aspettare nessun risultato, il nostro l’abbiamo già fatto da due settimane». Ma non per questo vuole mandare in fumo l’ultima partita di un campionato da incorniciare, al di sopra di ogni aspettativa. «È quasi un peccato che finisca – dice – ora però vogliamo chiuderlo in bellezza. Giocheremo come contro il Martina Franca, con la stessa voglia di fare risultato. Vogliamo giocarcela, non ci stiamo a fare la parte della vittima sacrificale».
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