Il Tirreno

Grosseto

Camilli passa la mano ma non abbandonerà l’Us

di Maurizio Caldarelli
Camilli passa la mano ma non abbandonerà l’Us

A sindaco e vice il patron del Grifone ha confermato l’intenzione di mollare «Darà assistenza per gestire la transizione e per trovare nuovi proprietari»

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GROSSETO. Piero Camilli passa dalle parole ai fatti. Ieri mattina, accompagnato dall'avvocato Antonio Ranucci e da Giovanni Francavilla, il patron del Grosseto ha incontrato le massime autorità comunali, il sindaco Emilio Bonifazi e il suo vice Paolo Borghi, per comunicare ufficialmente le intenzioni di lasciare, dopo tredici anni, la guida dell'Unione sportiva Grosseto, ribadendo le dichiarazioni rilasciate in sala stampa nel dopogara con il Varese.

Camilli, nella riunione, ha parlato della stagione maledetta e ha manifestato la voglia di dire basta dopo anni passati sempre alla ribalta, tendendo però la mano per garantire un passaggio di consegne indolore per la città e per quello che ha sempre definito “il gioiello di famiglia”.

«Camilli è apparso sereno - commenta il vicesindaco Paolo Borghi - ma convinto del passo che sta compiendo. Il presidente ha esternato più volte il suo amore verso la squadra, ma allo stesso mi è apparso toccato dalle vicende che hanno condizionato l'annata, a cominciare dal calcio scommesse, in cui è stato ingiustamente chiamato in causa».

I rappresentanti dell'Us si sono intrattenuti una mezz'ora con Emilio Bonifazi e Paolo Borghi: «L'incontro è stato cordiale ed amichevole - raccontano - il presidente Camilli ha ribadito la sua intenzione di non proseguire, come già annunciato, nella sua attività nel settore calcio».

La notizia nuova, come spiegano gli amministratori, è che «Piero Camilli, essendosi molto legato a Grosseto nel corso di questi ultimi anni, darà assistenza e supporto nel gestire questa fase transitoria, che consiste nel trovare imprenditori interessati a cui passare il testimone, e conseguentemente procedere al passaggio di proprietà della società».

Camilli ha ribadito a Bonifazi e Borghi di non avere pretese economiche, ma di voler «essere certo sugli acquirenti e sulla loro serietà».

«Abbiamo insomma registrato - aggiungono - la concreta intenzione di non lasciare da sola la città e il mondo sportivo grossetano nel gestire questa fase, mettendo a disposizione la sua competenza ed esperienza: un fatto che consideriamo estremamente positivo e che ci conforta nel percorso futuro».

Rimangono da verificare alcuni “dettagli”, come l'iscrizione al prossimo campionato di Prima divisione Lega Pro, che costa 26.000 euro e per la quale i futuri proprietari, o chi per loro, dovranno garantire una fideiussione di 600mila euro.

«Abbiamo tempo fino al 30 giugno - spiega il vicesindaco Borghi - e questo è stato solo il primo di una serie di incontri».

Il nuovo campionato, in vista di una riforma che scatterà nella stagione 2014-2015, non prevede retrocessioni. «Potrebbe essere quindi un anno di assestamento - secondo Borghi e Bonifazi - per creare le condizioni per un futuro rilancio della società».

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