Gioco
Il solito film visto e rivisto Amnesie e topiche arbitrali
Il ko interno con il Livorno reso ancora più amaro dal minimo di pubblico E alla fine dell’agonia unionista mancano ancora due turni allo Zecchini
GROSSETO. La sconfitta con il Livorno lascia sul tavolo del Grifone soltanto tanta amarezza. Una volta ancora, così come spesso è accaduto nella seconda parte di questa infausta stagione. Le parole s'inseguono e si ripetono, come in un ritornello stucchevole, in cui tutto è stato già detto, tutto è stato già scritto.
Solito buon Grosseto, soprattutto nel primo tempo. Solito esito finale a favore dell'avversario di turno. Solite amnesie difensive, solite topiche arbitrali e ancora altri calci di rigore calciati così male che pare impossibile (e adesso sono 5, quelli falliti quest'anno). Come se nessuno sapesse farlo, come se quanto avviene in allenamento venisse improvvisamente dimenticato.
Il tutto, nel deserto del Carlo Zecchini, dove per la prima volta non si è arrivati neppure a 1000 spettatori, accreditati compresi. Pensare di dover assistere per altre due volte (più due trasferte) a questa lenta agonia fa veramente male. Vorresti subito girar pagina. Essere certo di leggere il nome “Grosseto” in uno dei due gironi di Lega Pro della prossima stagione. Avere una piccola sfera di cristallo per sbirciare, giusto un momento, sulla pagina dello sport del prossimo settembre. Già, perché quello che al momento preoccupa e fa star male il tifoso medio biancorosso, è questa incertezza sul futuro societario.
A prendere per oro colato le varie uscite mediatiche del presidente Piero Camilli, nessun dubbio sul fatto che ben presto lascerà il Grosseto. Certo, la sua è una amarezza comprensibile, dal momento che è quello che in questo giochino ci mette i soldi. Alzi la mano chi al suo posto avrebbe ancora voglia di andare avanti a farsi prendere in giro? Ma è anche vero che qualche errore qua e là lo ha commesso pure lui quest'anno - lo ha ammesso più volte lui stesso - e che una piccola voglia di riscatto, non animi il suo carattere orgoglioso e vincente, pare quasi impossibile. Del resto, i connotati della prossima Lega Pro e le eventuali risorse economiche spendibili rappresentano un'opportunità favorevole, nel caso in cui volesse invece rilanciare la sfida.
Intanto, c'è chi prova a tirarlo per la giacca verso casa, verso la Castrense, ma anche chi lo vorrebbe finalmente alla Viterbese. Chi giura che Luigi Mansi, patron del Gavorrano, sarebbe disponibile a subentrare. Poi c'è la storia di questi ultimi 13 anni che insegna, come nei film di 007, che mai si deve dire mai.
Insomma, il finale di questa storia, è ancora tutto da scrivere. E mentre tutti aspettiamo di sapere quel che sarà di noi che senza il calcio non sappiamo stare, la squadra ha altri quattro impegni da onorare. Da adesso in avanti, senza più notturne, o turni di metà settimana. Una agonia lunga ancora poco meno di un mese, con giocatori che in questi giorni sono alle prese con le varie nazionali minori (Crimi, Donati e Biraschi) e altri che verranno fermati dal giudice sportivo che decimerà il Grifone che giocherà sabato prossimo a Vercelli senza Crimi (ammonito, era diffidato), Delvecchio e Biraschi (invece espulsi nel derby).
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